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Giovedì 6 giugno 2013 - 16:22

Riforme:Bindi, non e’ col presidenzialismo che risolviamo problemi Paese

(ASCA) – Roma, 6 giu – Un’arma di ”distrazione di massa”,usata all’occorrenza e senza comprendere come non sanera’ ledifficolta’ economiche italiane. Cosi’ Rosy Bindi, fino a poche settimane fa presidente delPartito democratico a Formiche.net mette in guardia dalconsiderare il presidenzialismo come la panacea di tutti imali italiani. ”Non credo affatto -dice- che laconcentrazione di poteri sia la soluzione ai nostriproblemi”.

La Costituzione, fa osservare la Bindi, ”e’ la leggefondamentale della Repubblica e non puo’ essere modificata acolpi di maggioranza. Questo errore e’ gia’ stato fatto e nonha portato fortuna a chi voleva prove di forza. Occorrecercare una larga condivisione, in primo luogo in Parlamentoe con le forze di opposizione, seguendo le procedure previstedai costituenti. Noi del resto non abbiamo un poterecostituente, ci vorrebbe una nuova Assemblea costituente,abbiamo solo un potere di revisione costituzionale. Possiamo,e io dico dobbiamo, intervenire per rendere piu’ efficace lanostra democrazia ma senza stravolgere l’impianto dellaCostituzione. Ma se il percorso avviato e’ decisamentemigliore perche’ si e’ confermato il protagonismo e lacentralita’ del Parlamento, non mi nascondo che la derogaall’art. 138, per quanto circoscritta, costituisce unprecedente che esige massima vigilanza e attenzione a tutti ipassaggi che dovra’ affrontare la Commissione dei 40”.

D – Perche’ non e’ il presidenzialismo la ricetta salvaItalia?.

BINDI – ”Trovo ipocrita sostenere che le difficolta’sociali ed economiche del Paese o la crisi che investe lacredibilita’ della politica dipendano dall’impiantoparlamentare della nostra democrazia. Da oltre vent’anni siripete che occorre cambiare le regole per risanare lapolitica, con il risultato che sui cambiamenti anche profondiche sono stati fatti – dalle leggi elettorali al nuovo TitoloV fino al pareggio di bilancio in Costituzione – ci sonoaltrettanto profondi ripensamenti mentre i partiti hannoevitato qualsiasi processo di autoriforma. E anche adesso ilpresidenzialismo e’ usato come un’arma di distrazione dimassa. Non credo affatto che la concentrazione di poteri siala soluzione ai nostri problemi”.

D – Stefano Ceccanti fa riferimento a un certo tabu’ dellasinistra nei confronti di un leaderismo. E’ cosi’?.

BINDI – ”Nessun tabu’, una sana diffidenza verso ogniforma di cesarismo e di eccessiva concentrazione dei poteri.

E non per questo mi sento conservatrice. Sto con chi hasempre sottolineato la necessita’ di rafforzare la democraziapartecipativa e governante. La democrazia, pero’, nonl’oligarchia e per questo dobbiamo intervenire migliorandol’efficacia dell’esecutivo, con nuovi poteri sul modello delcancellierato e introducendo l’istituto della sfiduciacostruttiva. Il leaderismo, poi e’ cosa ben diversa dallaleadership, anche forte che se bilanciata da pesi econtrappesi costituzionali chiari non e’ affattoincompatibile con la democrazia. Il Parlamento Usa e’ un vero”cane da guardia’ del presidente ma non mi pare che nelnostro dibattito questo aspetto delle garanzie e deicontrappesi, a cominciare dal conflitto d’interesse sia messoin luce con l’attenzione che merita”.

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