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Giovedì 6 giugno 2013 - 15:02

Cucchi: Cgil, ci volevano cure non carcere

(ASCA) – Roma, 6 giu – Sulla vicenda Cucchi interviene laCgil. ”Stefano Cucchi aveva avuto seri problemi ditossicodipendenza; infatti aveva anche affrontato deipercorsi di cura presso strutture specializzate: avevabisogno di assistenza e non di carcere e, tantomeno, dipercosse, isolamento e abbandono”. E’ questa la valutazionedella Cgil Nazionale all’indomani della sentenza della Corted’assise relativa al processo per la morte di StefanoCucchi.

”Nel 2008-2009 – sostengono Sandro del Fattore e GiuseppeBortone del dipartimento Welfare della Cgil nazionale – sonocominciati i tagli indiscriminati alle strutture diassistenza per i tossicodipendenti, generalizzati in Italiama piu’ gravi a Roma, proprio per l’accanimentodell’amministrazione capitolina. E’ in quello stesso periodo- proseguono – che un soggetto fragile e vulnerabile comeCucchi finisce in carcere, dove non sarebbe mai dovutoentrare, grazie anche alla legge Fini-Giovanardi che facilitaall’estremo le misure penali anche per i detentori di piccolequantita’ di sostanze stupefacenti”.

”La sentenza in primo grado sul caso di Stefano Cucchi, e leaspre polemiche che l’hanno accompagnata, sono solo l’ultimatappa di una terribile catena di eventi che, come le altreche l’hanno preceduta, dovrebbe richiamare tutti all’esigenzadi una riflessione rigorosa. I punti cardine di questariflessione – concludono Del Fattore e Bortone – non possonoche essere la necessita’ di sanzioni adeguate nei confrontidi chi ha commesso abusi gravissimi e la cancellazione dellanormativa che porta all’applicazione di insensate misurepenali nei confronti dei soggetti tossicodipendenti”.

com-ram

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