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Mercoledì 5 giugno 2013 - 08:59

Riforme: Napolitano, il mio ruolo di garante

(ASCA) – Roma, 5 giu – ”Di fronte alla decisione delParlamento di aprire un processo di riforme istituzionali ecostituzionali, non posso che restare rigorosamente estraneo,preoccupandomi solo di garantire che tale processo si svolgasecondo regole corrette e auspicando che non parta dasommarie contrapposizioni pregiudiziali”. E’ quanto scriveil Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in unalettera inviata all’Unita’ in cui esorta ”a non utilizzareimpropriamente interventi pubblici da me svolti in varieoccasioni per ‘tirarmi da una parte’ nella disputa in corsotra forze politiche e su organi di stampa”.

Il Capo dello Stato risponde cosi’ ad un articolo delquotidiano stesso dal titolo: ”Quando Napolitano disse no”in cui si faceva riferimento al discorso pronunciato dalPresidente, 5 anni fa, in occasione del 60esimo anniversariodella Costituzione repubblicana. ”Non sembrava allora – scrive il Capo dello Stato – chestesse per riaccendersi un confronto su ipotesi disemi-presidenzialismo ‘alla francese’, e io tuttavia affermaiche anche ‘qualsiasi posizione favorevole a piu’ drasticimutamenti del modello di riferimento alla seconda parte dellaCostituzione puo’ essere legittimamente sostenuta’, maprospettandone tutte le implicazioni ed incognite”. L’essere garante ”e’ il mio dovere proprio perche’ sonostato eletto – e, nello scorso aprile, rieletto – Presidente,secondo le modalita’ sancite nella Costituzione vigente e adessa ho giurato fedelta’. E dunque fedelta’ a un ruolo che icostituenti hanno concepito come proprio di un ‘magistrato dipersuasione e di equilibrio’, al di sopra delle partipolitiche e rispettoso delle conclusioni cui esse giungono,attraverso il confronto, in Parlamento”, conclude il Capodello Stato.

red-brm/cam

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