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Lunedì 3 giugno 2013 - 16:03

Pesca: Coldiretti, -18mila posti lavoro in 30 anni, trasparenza su fondi

(ASCA) – Roma, 3 giu – Diciottomila posti di lavoro in menonegli ultimi 30 anni a cui si aggiungono un calo del 35%delle imbarcazioni e stocks naturali al limite della tenuta.

Questi i recenti dati FAO e UE, e da cui ColdirettiImpresapesca e’ partita per chiedere che il il Pianotriennale della pesca e dell’acquacoltura 2013-2015 delMinistero delle politiche agricole alimentari e forestalirappresenti uno strumento per rilanciare il settore,improntato ai criteri della trasparenza e non di ripartizioneconsociativa. ”E’ forse l’ultimo banco di prova per latenuta del sistema – ha sottolineato Coldiretti Impresapesca- e, nonostante le risorse ridotte, condividiamo la sfidaproposta dal Ministero per una maggiore qualita’ deiprogrammi e trasparenza nell’affidamento e nellarealizzazione, soprattutto nella destinazione dei fondi. Dopoi disastrosi risultati degli anni scorsi che hanno portato lapesca al tracollo e l’acquacoltura ad una mancata crescita,le risorse per dare linfa al Piano dovranno essere messe abando, al fine di premiare idee e proposte valide ed evitaregli errori del passato, non prestando il fianco ad azioni chehanno dato spunto alle recenti cronache giudiziarie che hannocoinvolto beneficiari e Ministero”.

Il mercato della pesca, paradossalmente, ha visto unprogressivo aumento dei consumi negli ultimi 30 anni, con ilsolo freno riferito all’anno 2012, nelle quale la nostraproduzione e’ sempre piu’ marginale, ormai sotto il 30 percento del pesce consumato, senza che l’acquacoltura siariuscita riesca a sopperire le carenze della pescatradizionale, a causa degli irrisolti problemi strutturali.

In parte le responsabilita’ di questo fallimento vanno ancheascritte ad una Politica Comune della Pesca lontana edinadeguata che ha anche condizionato anche i Piani Triennalinazionali. Un appunto va fatto al nuovo Piano Triennale2013-2015, che sta partendo: quello di non aver creduto,nonostante i nostri suggerimenti, alla principio guida della”premialita”’ che doveva permeare l’intero strumentostimolando gli operatori della pesca ad attuare la riformadel sistema con comportamenti etici, incentivando azionivirtuose e investimenti, allontanando cosi’ gli operatori delsettore dalla mannaia delle pesanti sanzioni che le normecomunitarie hanno introdotto e che il nostro sistema ha ancorpiu’ aggravato. Il sistema va guidato al cambiamento senzauno stato di terrore, in particolare in un contesto economicounico come quello attuale.

res/res

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