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Lunedì 3 giugno 2013 - 08:31

Governo: Napolitano, senza dubbio e’ a termine. Bene 18 mesi per riforme

(ASCA) – Roma, 3 giu – Il Capo dello Stato Giorgio Napolitanonon indica scadenze temporali per il governo guidato daEnrico Letta anche se riconosce che si tratta di un esecutivo”senza dubbio a termine”, visto come e’ nato e quale e’ lasua composizione. In ogni caso, i 18 mesi indicati dalpremier quale tempo entro cui fare le tanto attese riformeistituzionali rappresentano ”un tempo appropriato”.

Incontrando come di consueto ieri i giornalisti neigiardini del Quirinale, aperti ai cittadini in occasionedella festa del 2 giugno, Napolitano chiarisce innanzi tuttoquanto detto sabato nel messaggio per la Festa dellaRepubblica. Quel dare appuntamento agli italiani al 2 giugno2014 per avere un’Italia serena non significava indicarescadenze per il governo.

”Assolutamente no”, risponde Napolitano a chi lo sollecitain tal senso. Anche se non nasconde come il governo Letta,con la sua particolare composizione, sia stata ”una sceltaeccezionale e senza dubbio a termine”. Una scelta, aggiungecon un senso di gratitudine verso le forze politiche, che”comporta sacrifici per i singoli partiti”.

Il Capo dello Stato dice di vedere un Paese ”determinatoa superare la crisi” e per questo invita le forze politiche,i partiti – quando parlano di riforme e di legge elettoralein particolare, della quale a piu’ ripresa ha sollecitato ilcambiamento – a non rimanere attaccati ”alla propriabandiera, al proprio modello”. Napolitano chiarisce che sulcontenuto delle riforme ”non diro’ nulla”, ne’ oggi ne’ infuturo ma, aggiunge riferendosi alle nuove regole elettorali,”questa volta bisogna uscirne”. Cio’ pero’ non significache si debba tornare per forza ”ad un proporzionale puro”,rileva.

Sabato scorso sul tema delle riforme era intervenutodirettamente il premier Letta. ”Non credo stia a me direquale dovra’ essere il modello per la prossima riformacostituzionale. Certo – aveva detto – dobbiamo renderepossibile che in Italia se ne tratti e lo faremo”. Lasettimana vissuta a meta’ aprile, con l’elezione del Capodello Stato tramite le regole della costituzione vigente,”e’ stata drammatica per la nostra democrazia” e ”lafatica della nostra democrazia – ha aggiunto – e’ emersa li’;tuttavia non credo potremmo piu’ eleggere il Presidente dellaRepubblica in quel modo li’, perche’ assegnare l’elezione amille persone non e’ piu’ possible”. ”Dobbiamo renderciconto – aveva concluso Letta – di come e’ cambiata lademocrazia rappresentativa”.

Un’apertura al presidenzialismo, come da molti e’ statainterpretata – a partire dal segretario del Pdl AngelinoAlfano – che Napolitano non vuole commentare. ”Restero’assolutamente neutrale – dice – ed ognuno ha le sueconvinzioni”. In ogni caso la parola su questo e’ alParlamento e al ”comitato dei 40′, l’istituzione deputata”ad entrare nel merito”.

Letta, sempre sabato, aveva ribadito che ”i 18 mesi checi siamo dati e’ il tempo giusto per completare l’iter diriforme”. Concorda il Capo dello Stato, ”diciotto mesi sonoun tempo appropriato per le riforme”. Si tratta di ”unprocesso molto complesso” e quindi e’ ”importante tenere ilritmo”. Napolitano e’ sicuro che ”da qui ad un anno sicapira’ a che punto siamo, e allora tra un anno sara’ chiaroche l’Italia si e’ data una prospettiva piu’ serena esicura”.

L’apertura di Letta all’elezione diretta del Capo delloStato e’ stata accolta con entusiasmo da Alfano. ”Noi lodiciamo da anni. Nella scorsa legislatura abbiamo purepresentato un disegno di legge in Senato”. Adesso, aggiunge,”anche nel Pd arrivano dei significativi spiragli. Seriuscissimo a farla, sarebbe una grande prova di democrazia”e uno strumento per ”riavvicinare i cittadini alleistituzioni”. Il presidente della commissione Esteri dellaCamera, Fabrizio Cicchitto non ha dubbi, la conseguenza delleparole di Letta ”e’ inevitabilmente il presidenzialismo”.

Critiche sono invece arrivate dal leader di Sel Nichi Vendolae dal giurista Stefano Rodota’. Il primo parla di”sbandamento culturale” mentre il gia’ candidato di M5S alQuirinale si dice ”stupito” dalle parole del presidente delConsiglio. Anche nel Pd c’e’ chi ha apprezzato la posizionedi Letta e chi invece si mostra scettico. Favorevole e’Matteo Renzi e interessato si mostra il segretario delpartito, Guglielmo Epifani. Perplessa invece Rosy Bindi, econ lei la sinistra del partito, che invita Letta adoccuparsi di altro.

Caustico come al solito Beppe Grillo. Per l’ex comicogenovese il governo ”fa solo proclami e si balocca con ilpresidenzialismo, la legge elettorale che verra’ sotto gliocchi vigili di Napolitano, il falso taglio al finanziamentodei partiti (Letta perche’ non restituisci subito i 46milioni di euro del tuo partito come ha fatto il M5S?), lalegge per eliminare il M5S dal Parlamento, la nuovaCostituzione e altre amenita”’.

fdv/sam/

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