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Lunedì 3 giugno 2013 - 17:38

Agricoltura: Cia, priorita’ per una politica di sviluppo

(ASCA) – Roma, 3 giu – Una svolta nella politica agricola eagroalimentare che contribuisca alla crescita del nostroPaese e alla valorizzazione della qualita’ del ”made inItaly”, che apra prospettive certe per i giovani,favorendone l’inserimento nel settore primario efacilitandone l’attivita’ imprenditoriale. Sono questi alcunidegli obiettivi prioritari per la Cia-Confederazione italianaagricoltori illustrati oggi in Commissione Agricoltura dellaCamera dal vicepresidente vicario Dino Scanavino e dalpresidente dell’Agia-Cia (Associazione giovani imprenditoriagricoli) Luca Brunelli. Occasione durante la quale e’ statopresentato anche il documento elaborato da Agrinsieme (ilcoordinamento formato da Cia, Confagricoltura e Alleanzadelle Cooperative agroalimentari).

”Oggi -ha detto Scanavino- c’e’ la forte esigenza di unastrategia realmente incisiva in campo agricolo eagroalimentare, orientata alle imprese, nelle loro diversearticolazioni, aggregazioni e rapporti con il mercato. Unastrategia che consenta di dare alle aziende un supportoconcreto per superare una fase di grande difficolta’, concosti in continua crescita, con una pesante perdita dicompetitivita’ e di redditi”.

”L’agricoltura e l’intero sistema agroalimentare -haaggiunto il vicepresidente vicario della Cia- hannol’impellente necessita’ di un cambiamento di marcia da partedella politica, delle istituzioni. Bisogna impegnarsiaffinche’ il settore, nelle sue diverse articolazioni, vengadefinitivamente collocato nelle dinamiche della crescitaaffinche’ contribuisca e partecipi all’auspicabile ripresaeconomica italiana”.

Ed e’ per questo motivo che Scanavino ha indicato preciselinee guida contenute nel documento di Agrinsieme: un forte epiu’ efficace impegno in campo europeo, soprattutto in vistadella riforma Pac 2014-2020; politiche di rafforzamentodell’impresa e della cooperazione; rilancio della ricerca edell’innovazione; ricambio generazionale; incentivi almercato del lavoro; rafforzamento degli strumenti per ilcredito; maggiore semplificazione burocratica; riduzione deicosti produttivi, contributivi e fiscali; valorizzazione del”made in Italy” e tutela dalla contraffazione e dall’usoimproprio dei marchi; gestione razionale e sostenibile delterritorio e delle risorse idriche; sviluppo delle”agroenergie rinnovabili”, impulso alla concertazionegoverno-parti sociali. ”Bisogna scommettere sull’ingresso dei giovani inagricoltura -ha affermato, dal canto suo, Brunelli-. Sitratta di una scommessa vincente, perche’ gli ”under 40’pensano in grande, sono preparati e creativi, hanno voglia dicrescere e di sperimentare, aprono le porte all’innovazione eall’internazionalizzazione”. ”Sono i giovani a modernizzare l’agricoltura -ha dettoBrunelli- e a renderla davvero multifunzionale. E questononostante i vincoli, il carico della burocrazia italiana, ledifficolta’ di credito da parte delle banche che certo nonincoraggia a fare impresa. Ma se la politica non pensa a unariduzione del cuneo fiscale, ad un sostegno finanziario alprimo insediamento, ad agevolazioni per la nascita di formedi collaborazione tra giovani in reti d’impresa, lasituazione potrebbe ancora peggiorare e a quel puntol’agricoltura rischierebbe davvero il ”default’. Perche’ nonpuo’ sopravvivere per sempre se le nuove generazioni restanofuori dal mercato”.

com/rus

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