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Giovedì 30 maggio 2013 - 17:19

Ue: Coldiretti, pressing su riforma Pac per un nuovo modello produttivo

(ASCA) – Roma, 30 mag – Confermiamo un percorso avviato conle maggiori organizzazioni agricole europee teso a rafforzare e rendere piu’ efficace una Politica agricola comune (Pac)che deve soddisfare sempre meglio i bisogni dei cittadini edegli agricoltori europei. E’ quanto ha affermato Sergio Marini, presidente dellaColdiretti che ha promosso a Bruxelles il primo summitEuropeo sulla riforma della Politica Agricola con lapartecipazione dei presidenti delle principali organizzazioniagricole europee, Fnsea (Francia), Dbv (Germania), Ifa(Irlanda) e Nfu (Regno Unito), insieme al Presidente delConsiglio agricoltura e pesca del Consiglio Ue, SimonCoveney, e al Presidente della Commissione per l’agricolturae lo sviluppo rurale dell’Europarlamento, Paolo De Castro. Serve una politica agricola che – ha sottolineato Marini- dia maggiore garanzie nell’autoapprovvigionamentoalimentare, maggior sicurezza dei cibi, che dia risposte alleemergenze sociali, che promuova il ruolo di chi vive diagricoltura, di giovani impegnati nella difesa dei territori,dell’ambiente, della biodiversita’, della coesione sociale,che promuova la cultura, la tradizioni e l’innovazione e chesappia, in una visione comune, valorizzare la distintivita’dei mille territori europei come patrimonio competitivo perl’intero continente. Dobbiamo sapere portare l’Ue in Italia e l’Italia inEuropa affinche’ Bruxelles – ha precisato Marini – sia semprepiu’ il luogo delle visioni strategiche e delle sceltestrutturali, dove non si ceda piu’ agli egoismi degli stati oalla maniacale intromissione su dettagli che intaccano leculture dei popoli e che spesso alimentano un antieuropeismoche non dovrebbe appartenerci. ‘Difendere il budget nella riforma della politica agricolain una Europa che ha bisogno di piu’ agricoltura;riequilibrare la ripartizione del bilancio considerando cheal momento attuale l’Italia e’ il primo contribuente netto(in % del Pil) alle politiche comunitarie; adottare una Pacche consenta ai singoli Paesi di premiare chi lavora e vivedi agricoltura, chi produce in modo sostenibile e chi producecibo.

Sono alcune delle richieste formulate da Marini: secondola Coldiretti e’ necessario che la definizione di”agricoltore attivo” sia demandata allo Stato membro,affinche’ possano essere considerati tali gli imprenditoriagricoli professionali, singoli od associati, sulla basedella incidenza del tempo dedicato al lavoro agricolo sultempo di lavoro complessivo e della incidenza del redditoagricolo sul reddito totale. Il superamento del criterio storico di calcolo deipagamenti diretti e il processo di convergenza interno a ogniStato membro necessita – ha continuato la Coldiretti – di unperiodo di tempo adeguato e della massima flessibilita’, perconsentire un adattamento progressivo dei settori produttivi,data la situazione fortemente differenziata da cui partel’agricoltura italiana. La componente relativa all’inverdimento dei pagamentidiretti, cosi come proposta dalla Commissione europea,costituisce – ha sostenuto la Coldiretti – una fortecriticita’ per il sistema agricolo nazionale e rappresentauna contraddizione rispetto alle finalita’ della riforma,relative alla produzione ed alla competitivita’. Per questo -ha precisato Marini – devono essere radicalmente riviste lemodalita’ applicative mentre le somme non spesedell’inverdimento, devono rimanere agli Stati membri, perfinanziare misure altrettanto (o piu’) selettive sul versanteambientale. La nuova Politica Agricola – ha auspicato la Coldiretti -dovra’ puntare a sostenere e rafforzare la competitivita’dell’agricoltura europea sulla base di un nuovo modelloproduttivo che combini sostenibilita’ economica, ambientale esociale. com-stt

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