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Giovedì 30 maggio 2013 - 14:45

Pesca: Coldiretti, dubbi su accordo, dal 4/7 niente piu’ pesce europeo

(ASCA) – Roma, 30 mag – La chiusura dell’accordo sullaPolitica Comune della Pesca in Europa (P.C.P.) rappresenta unfatto positivo ed uno strumento indispensabile per la guidadel comparto ittico, ma restano perplessita’ sui punticardine che sono stati oggetti di inteso dibattito nei mesiscorsi e sui quali erano stati trovati accordi di massima nondel tutto soddisfacenti. E’ il commento di Coldiretti ImpresaPesca al raggiungimento a Bruxelles dell’intesa politica traParlamento, Consiglio dei Ministri e Commissione europeasulla riforma nel sottolineare che la pesca e l’acquacolturaComunitaria non soddisfano i mercati dell’Unione, e circa lameta’ dei consumi di pesce del Vecchio Continente dipendonodelle importazioni. In Europa – sottolinea ColdirettiImpresa-Pesca -, per evidenziare il deficit produttivo, restaancora un altro mese prima che il pesce comunitario finisca,secondo il dossier ”Fish dependence day”. Dal 4 luglioprossimo l’Europa iniziera’, infatti, inizia a esseredipendente dalle importazioni per coprire il propriofabbisogno di pesce. Dal 1993, le catture della UE sonoinfatti diminuite costantemente, con il crollo del 25 percento del pescato, mentre le imprese sono diminuite di circail 30 per cento e si sono persi circa 18.000 posti di lavoro.

Il tutto – sottolinea Coldiretti Impresa-pesca – in un trenddi aumento dei consumi dell’ittico degli ultimi 20 anni,frenati solo nel 2012 – 2013 per il coinvolgimento delsettore nella crisi generale, che ha portato ad unaregressione di consumi pro-capite da 22 chili a 19.

com/rus

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