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Giovedì 30 maggio 2013 - 08:34

Governo: avanti su riforme ma Renzi agita Pd, Italia non puo’ aspettare

(ASCA) – Roma, 30 mag – Le riforme istituzionali annunciatedal presidente del Consiglio Enrico Letta hanno preso la loroloro strada parlamentare nonostante l’inaspettato ostacolomesso sul loro cammino dal vicepresidente della Camera, il PdRoberto Giachetti. L’esponente democratico ha presentato unamozione in cui chiedeva l’abolizione della legge elettoraleattuale, il Porcellum, e l’immediato ritorno alle regolepreviste dal Mattarellum. Una iniziativa, quella del’exradicale oggi vicino a Matteo Renzi, che – al di la’ dellapur rilevante questione di merito (la modifica, da tuttisollecitata, di un cambio del sistema elettorale) – indicacome la tenuta del Pd all’indomani dell’insoddisfacenterisultato delle elezioni politiche di febbraio, parzialmentemitigato dall’esito pur non esaltante delle recentiamministrative, sia sempre piu’ in discussione. E’ di tuttaevidenza come la fase precongressuale del partito, e la resadei conti interna – con le sempre piu’ frequenti esigenze divisibilita’ delle varie aree dei Democratici – sia da tempoavviata. E’ cominciata con l’elezione del Capo dello Stato(ricordiamo le eclatanti bocciature arrivate dall’interno delpartito per Franco Marini e Romano Prodi) e prosegue oggi conle riforme istituzionali e la legge elettorale inparticolare.

Renzi, attraverso Giachetti – che per altro non puo’essere certo accusato di estemporaneita’, ricordiamo il suosciopero della fame nella scorsa legislatura proprio sullariforma elettorale – ha chiaramente avviato la sua scalata alpartito, tentata in un primo momento, ma fallita, con leprimarie con Bersani. Ecco, proprio le primarie per ilcandidato premier del partito potrebbero essere il primoobiettivo del sindaco di Firenze, da svolgersi prima delcongresso. Un passaggio, quello della scelta del candidato aPalazzo Chigi del Pd, che si rende necessario se si ritiene(e si lavora in questo senso) che il governo guidato da Lettanon disponga di un orizzonte temporale particolarmenteampio.

L’iter delle riforme costituzionali comunque e’ partito,con il Parlamento che ha dato il suo via libera. E’ una”occasione storica”, dice Letta che ricorda come ora cisiano 18 mesi per dare seguito ”all’impegno che ci siamopresi nel momento in cui si e’ deciso di chiedere aNapolitano di essere rieletto”. Il Pd alla fine in aula alla Camera non si e’ diviso e lamozione Giachetti e’ stata votato, in tutto il gruppo, solodallo stesso promotore. Alla fine anche i 34 piddini (trarenziani e prodiani) che avevano detto no al ritiro dellamozione hanno seguito le indicazioni di partito. Anche se latensione rimane perche’ l’iniziativa del vicepresidente diMontecitorio comunque si inserisce nelle gia’ accesediscussioni su come modificare la legge elettorale, seintervenire parzialmente sul Porcellum o tornare alMattarellum o definire nuove norme. In ogni caso, con iballottaggi per le amministrative alle porte, non sembraquesta la migliore situazione per il Pd, che di fatto paremostrare al suo elettorato di non volere un ritorno alMattarellum ma di preferire forse una parziale modificaall’attuale legge. Una indeterminatezza che potrebbe giocareappunto a favore di Renzi.

Letta ieri nel suo intervento in aula aveva sollecitato ilritiro della mozione, aggiungendo poi che ”mettere il carrodavanti ai buoi vorrebbe dire far deragliare il carro”.

Secondo il premier ”non e’ immaginabile che si continuifacendo finta di niente, che si finge di fare le riforme, difar finta di litigare senza poi combinare nulla”. Questa,rileva il premier, e’ ”un’occasione storica, di quelle chedobbiamo e possiamo cogliere fino in fondo. Ci giochiamo lacredibilita’ tutta delle istituzioni e della politica neiconfronti dei cittadini. Sono convinto che non sprecheremoquesta grande occasione. E’ alla nostra portata”.

Un sostegno al governo arriva naturalmente dal segretariodel Pd Guglielmo Epifani secondo il quale la sollecitazionedi Giachetti ”nel merito e’ largamente condivisibile ma c’e’un problema di tempo. Oggi – dice – avrebbe diviso mentre noivolevamo far partire il processo delle riforme”.

Epifani sgombra comunque il campo dagli equivoci confermandol’mpegno a superare il Porcellum: ”Lavoreremo per questo,sulle riforme e sulla legge elettorale”.

Di segno ovviamente diverso le parole pronunciate ieri daRenzi. Innanzitutto di Giachetti dice che ”prima di essererenziano e’ una persona seria. Sulla legge elettorale e’stato uno dei pochi che nella scorsa legislatura ci ha messola faccia e ha fatto anche lo sciopero della fame. Ha unagrande determinazione e coerenza, oggi pero’ non si consumavail voto della vita ma una tecnicalita’ parlamentare”. Renziafferma di avere ”un’unica preoccupazione. Quella che ilgoverno e la maggioranza rinviino troppo, giochino di rimessae facciano melina. Non vorrei che il governo delle largheintese diventasse il governo delle lunghe attese. Decidano -chiede – perche’ con il Porcellum non si va da nessunaparte.

Sembravano tutti d’accordo – aggiunge – ma non si vedenulla. Per me va bene la legge con cui si elegge il sindaco.

L’Italia non puo’ piu’ aspettare”.

fdv

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