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Mercoledì 29 maggio 2013 - 08:34

Riforme: dibattito in Parlamento ma legge elettorale ancora lontana

(ASCA) – Roma, 29 mag – Il tema delle riforme costituzionaliapproda finalmente questa mattina all’esame delle Aule diCamera e Senato, ma la versione soft della mozione dimaggioranza, faticosamente sottoscritta ieri da Pdl e Pd,oltre che dalle altre forze che sostengono il governo, altermine di una lunga, tesissima giornata scandita da vertici,assemblee e riunioni di gruppi, conferma che la strada restascivolosissima e tutta in salita.

Scivolosa per il governo, che ha dovuto prendere piu’volte e con decisione le distanze, per voce dei ministriFranceschini e Quagliariello, da prese di posizione in temadi legge elettorale, sottolineando il carattere squisitamenteparlamentare di questa riforma e restituendo ai partiti laresponsabilita’ dei contenuti e dei perimetri entro cuicircoscriverla. Ma scivolosa anche per i due partiti dimaggioranza, Pdl e Pd, che hanno rivelato drammaticamente inquesto confronto preparatorio, le proprie divisioni interne.

Cosi’ il Pd si presenta alla Camera firmatario dellamozione di maggioranza ma presente anche con una mozionedistinta, sottoscritta dal vicepresidente di Montecitorio,Roberto Giachetti, oltre che da 98 altri parlamentaridemocratici, che smentisce la linea scelta dalla maggioranzadi espungere di fatto dal documento da votare la leggeelettorale e si contrappone anzi ad essa, chiedendo ilripristino del Mattarellum. Ce n’e’ abbastanza per spaccareil partito e far affondare l’esecutivo. Le diplomazie sono allavoro da ieri e proseguiranno fino all’ultimo per un ritirodella mozione, che tra l’altro, andando verso una bocciaturapregiudicherebbe totalmente anche ogni ulteriore passo del Pdnel senso di un possibile ritorno, sia pure a tempo, a quellaformula di legge elettorale. Senza contare il fatto che ilgoverno, se chiamato a pronunciarsi, sarebbe costretto a dareparere contrario e in caso di voto favorevole sarebbe difatto sfiduciato.

Non stanno meglio le cose in casa Pdl, lacerato dalladiffidenza dei falchi per le mediazioni verso le posizionidel Pd, in particolare sulla legge elettorale, e con i nervipiu’ scoperti che mai dopo l’esito cosi’ poco lusinghiero peri parlamentari azzurri delle elezioni amministrative. Ieri lariunione del Pdl alla Camera iniziata intorno alle 18 si e’conclusa solo poco prima di mezzanotte dopo che la tensioneera salita al massimo, tanto da richiedere l’intervento,verso le 21, dello stesso segretario del partito, AngelinoAlfano, che ha dovuto arginare un dibattito che oramai avevatravalicato i temi delle riforme e della mozione, perdilagare verso quello del sostegno stesso al governo. Allafine la linea della ragionevolezza di Alfano (”Non siamoospiti sgraditi, ma azionisti di maggioranza di questoesecutivo”) ha prevalso cosi’ come quella del sostegno allamozione di maggioranza. Che la definizione di una posizione comune dellamaggioranza non sarebbe stata cosa semplice si era capito findalla mattina di ieri quando il primo verticegoverno-maggioranza al Senato si era concluso evidenziandosenza ombre i due punti di contrasto che dividevano Pd ePdl.

In primo luogo la legge elettorale, quindi lacomposizione, o meglio la riproporzionalizzazione dellarappresentaza dei gruppi (Pd e Pdl) nel comitato dei 40chiamato a dare forma alle riforme costituzionali.

Sulla legge elettorale il Pdl spingeva perche’ nellamozione ci fosse la certificazione di una clausola disalvaguardia che mantenesse nell’ambito dei ritocchi”minimalisti” le correzioni al Porcellum in vista dellasuccessiva e definitiva nuova legge dopo il varo delleriforme costituzionali. Dal canto suo il Pd optava per nontoccare del tutto l’argomento, in modo da avere mano liberadi discutere e fare proposte piu’ ampie in separata sede.

La faticosa mediazione ha portato alla fine a un documentoequilibrista, dove la legge elettorale non si affronta (cosi’come auspicato dal Pd), pur precisando che ”non potra’ cheessere coerente e contestuale con il complessivo processo diriforma costituzionale” e specificando che ”qualora sirealizzino condizioni che rendono urgente un intervento inmateria, occorrera’ che lo stesso sia ampiamente condiviso”(giusto per dare un po’ di pace alle preoccupazioni Pdl). Peril resto nessun riferimento a tempi e contenuti.

Sul comitato dei 40, la cui composizione per il Pdlrisultava troppo sbilanciata a favore del Pd, in ragione delfatto che il premio di maggioranza elettorale di fatto drogal’esito dei voti, si trova una formula cerchiobottista. ”Il premio di maggioranza serve per governare non per farele riforme costituzionali” lamentava ancora ieri inmattinata il capogruppo della Camera, Renato Brunetta,secondo cui ”’il Pd ha un super premio di maggioranza allaCamera che moltiplica per 3 la sua rappresentanza. Tra noi eloro c’e’ solo lo 0,3% di differenza tra i voti ricevuti,siamo in sostanziale parita’. E’ questa la distanza che vareplicata nel comitato, a tutto vantaggio e salvaguardiadelle minoranze”. In serata la mediazione propone alla fineche il comitato dei 40 che avra’ il compito di ”agevolare ilprocesso di riforma, favorendo un’ampia convergenza politicain Parlamento” garantira’ al suo interno ”la presenza diciascun gruppo parlamentare” e rispecchiera”’complessivamente la proporzione tra i gruppi, tenenendoconto della loro rappresentanza parlamentare e dei voticonseguiti alle elezioni politiche”. Per il resto la mozione di maggioranza ”impegna ilgoverno a presentare alle Camere, entro il mese di giugno2013, un disegno di legge costituzionale” per avviare laprocedura di riforma della Costituzionale L’esameparlamentare dei disegni di legge di riforma costituzionaledeve concludersi entro 18 mesi dall’avvio. Per quantoriguarda il comitato dei 40 questo avra’ il potere diesaminare ”i progetti di legge di revisione costituzionaledei Titoli I, II, III e V della parte Seconda dellaCostituzione, afferenti alla forma di Stato, alla forma digoverno e all’assetto bicamerale del Parlamento, nonche’,coerentemente con le disposizioni costituzionali, di riformadei sistemi elettorali”.

In sintesi un documento di principi molto ampi, intorno acui sembra impossibile non poter convergere.

Ma oggi alle Camere saranno votate anche le mozioni delleopposizioni, in particolare quelle della Lega Nord, che cital’intervento del premier Enrico Letta in occasione del suoinsediamento e chiede una convenzione anche con espertiesterni per evitare le fisiologiche contrapposizioni deldibattito contingente e tempo massimo diciotto mesi persuperare il bicameralismo perfetto, con il Senato delleRegioni e per chiudere la partita del federalismo fiscale.

C’e’ poi quella del Movimento 5 stelle, su cui si e’ apertol’ennesimo fronte interno per il fatto che in pochissimi trai grillini ne conoscevano l’esistenza e ancora meno icontenuti. Un documento che, pur avendo M5S incassatol’apertura dell’esecutivo su un’ampia consultazione deicittadini nella fase riformatrice, verte sulla richiesta direferendum di indirizzo su forma di governo e di Stato,boccia l’idea di convenzioni o altri organismi essendo ”ilParlamento l’unico abilitato per riformare la Costituzione”,ritiene ”indispensabile e urgentissima una revisione delsistema elettorale attraverso cui i cittadini possanoscegliere in maniera diretta i propri rappresentanti inParlamento” e impegna il governo al taglio del numero diparlamentari e consiglieri regionali, scioglimento delleprovince, limite massimo di due mandati, incandidabilita’alla carica di deputato e senatore di coloro che sono staticondannati con sentenza definitiva per delitto non colposo,introduzione del referendum propositivo.

Il dibattito sulle riforme costituzionali dunque si aprein Parlamento: al Senato si inizia alle 9,30, conl’intervento del presidente del Consiglio, Enrico Letta, perproseguire fino al pomeriggio. Alle 15,30 e’ attesa lareplica del premier, alle 16 iniziano le dichiarazioni divoto, mentre il voto finale e’ previsto intorno alle 17.

Tempi slittati in avanti alla Camera, con avvio dell’esamealle 10, sempre con Letta e voto in serata.

Le dichiarazioni di voto dovrebbero iniziare intorno alle18.

njb

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