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Mercoledì 29 maggio 2013 - 10:58

Giustizia: Nitto Palma (Pdl), Anm contraddice se stessa (1upd)

(ASCA) – Roma, 29 mag – ”L’Associazione Nazionale Magistraticonsidera la fattispecie disciplinare ipotizzata all’art.1lett. a) del disegno di legge da me presentato sullaresponsabilita’ disciplinare dei magistrati ‘una gravecompromissione della liberta’ di espressione e un vulnus aidiritti costituzionali’. Ne prendo atto, ma non capisco”. Loafferma in una nota il presidente della commissione Giustiziadel Senato, Francesco Nitto Palma.

”Ne prendo atto ma non comprendo perche’ l’Anm, con unnotevole revirement, consideri un vulnus elevare a ipotesidisciplinare comportamenti analoghi a quelli che essa stessa,qualificandoli come politici, ha ritenuto di stigmatizzaresul piano dell’offuscamento dell’immagine dell’imparzialita’del magistrato, oltre che della mera opportunita”’aggiunge.

”Perche’, a tacere d’altro, il presidente dell’Anm, conriferimento ad una esternazione del dottor Ingroia, all’epocanon ancora sceso in politica, ha affermato: ”tutti imagistrati, e soprattutto quelli che svolgono indaginidelicatissime, devono astenersi da comportamenti che possonooffuscare la loro immagine di imparzialita’, cioe’ dacomportamenti politici… Ingroia si e’ spinto a fare unaaffermazione che ha oggettivamente un contenuto politico”rischiando cosi’ di ”appannare” la sua immagine di”imparzialita”’? – si chiede ancora Palma -. E perche’ none’ stata considerata un vulnus la richiesta avanzata in sedeCsm dai consiglieri laici Zanon e Calvi di aprire unaprocedura di trasferimento di ufficio nei confronti deldottor Ingroia in relazione ad una esternazione? E perche’,ancora, non e’ stato considerato un vulnus il trasferimentodi ufficio disposto dal Csm nei confronti della dottoressaForleo per delle dichiarazioni da questa rese allatrasmissione ”Anno Zero”? Trasferimento, peraltro, poiannullato dal Consiglio di Stato per non essere il Csmcompetente a disporlo”. ”E se di vulnus si tratta – prosegue la nota – come maiil Csm ha affermato che il diritto di manifestare il propriopensiero ”per quanto riguarda il cittadino-magistrato, deveessere bilanciato con i princi’pi costituzionali diindipendenza e imparzialita’ (e di apparenza di indipendenzae imparzialita’, come peraltro autorevolmente affermato dallaCorte costituzionale nella sentenza n. 100 del 1981), e cioe’con i valori essenziali che caratterizzano lo statuscostituzionale degli appartenenti all’ordine giudiziario” eche ”non appare fuori luogo ricordare che i magistrati,nelle occasioni di esternazione pubblica, devono tenere contoche la loro posizione istituzionale accentua i doveri dicorrettezza espositiva, compostezza e sobrieta’, rispettoagli standard di diligenza che possono essere richiesti alcittadino che non ricopra analogo status”.

”E, infine, perche’ non ricordare quanto affermato dalPresidente della Repubblica al Csm nel Suo intervento del 15febbraio 2012 – ricorda ancora Palma -: ” Molti deicomportamenti prima indicati sfuggono pero’ allasanzionabilita’ disciplinare per la rigida tipizzazionevoluta dal legislatore del 2006 e non sono riconducibilineppure alla regolamentazione paradisciplinare deltrasferimento di ufficio disposto in via amministrativa. E’bene che da parte delle forze politiche di cio’ si siaconsapevoli e che a cio’, se si vuole, si ponga meditatorimedio anziche’ farne ogni volta occasione di invocazionipolemiche e generiche di interventi sanzionatori allo statonon praticabili. Come il Consiglio superiore, la Sezionedisciplinare e la Procura generale della Corte di cassazionehanno rilevato, si e’ in presenza di vuoti normativi noncolmabili in via interpretativa. Infine, quanto alledisposizioni sui procedimenti di trasferimento di ufficio,che nulla hanno a che vedere con i procedimenti penali comevergognosamente falsamente affermato e ancora oggi siafferma, giova ricordare, oltre a quanto statuito dalConsiglio di Stato (sentenza Forleo), che il Presidente dellaRepubblica, nel citato intervento al Csm, ha con grandeautorevolezza segnalato la necessita’ di un interventolegislativo che segni definitivamente la linea didemarcazione tra le condotte volontarie e colpevoli di cuiallo status disciplinare del magistrato e le situazioniinvolontarie ed incolpevoli che potrebbero dar luogoall’applicazione dell’articolo 2 del regio decretolegislativo n. 511 del 1946”. ”Tanto solo per chiarezza – conclude Palma – e con laprecisazione che la mia smentita di ieri, da moltigiornalisti definita tardiva, e’ giunta alle 16 circa soloperche’ appena pochi minuti prima il senatore Casson mi avevaavvisato di quanto accadeva. Senatore Casson che ringrazioperche’, nonostante il clima politico, ha ritenuto diintervenire per chiarire il reale contenuto del mio ddl”. com-njb

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