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Lunedì 27 maggio 2013 - 10:31

Conti pubblici: Brunetta, in Italia sono a posto

(ASCA) – Roma, 27 mag – ”In Italia i conti pubblici sono aposto. Il deficit rispetto al Pil e’ al 2,9%, quellostrutturale e allo -0,7%, in linea con il fiscal compact”.

Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera deideputati, in un editoriale pubblicato da ”Il Giornale”. ”Persino l’Olanda – sottolinea – che fino a qualche tempofa faceva parte del gruppo degli intransigenti, oggi e’costretta a cedere e a chiedere anche per se stessa unaderoga al Patto di stabilita’. Unendosi cosi’ a Francia eSpagna, per non parlare di quei Paesi che sono fuori daiparametri gia’ da tempo: Portogallo, Irlanda, Cipro, Malta,Slovenia, Grecia e Slovacchia. Sono 10 su 17 i Paesidell’Eurozona che non rispettano il limite del 3% nelrapporto deficit/Pil”. ”L’Italia – continua Brunetta – e’ nella minoranza dei”fortunati’ sette. Ma tutti i nostri sforzi perdono diefficacia davanti al solito rimbrotto: ”Avete un debitopubblico troppo elevato’. Vero, ma e’ aumentato (+24,4% trail 2006 e il 2014) a un ritmo ben inferiore rispetto a quellodegli altri Paesi (+71,8% la media di Belgio, Francia,Germania, Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna). La Germanianon computa nel suo debito pubblico i costi del welfare, o ilrapporto sul Pil passerebbe dall’85,8% ufficiale al111,8%”.

”Eppure questa montagna, in termini nominali bensuperiore allo sbilancio italiano, non fa paura per il forteattivo della bilancia dei pagamenti tedesca, conseguenza diun euro sottovalutato rispetto al vecchio marco tedesco cherappresenta il dividendo (avvelenato) di Maastricht”. ”Il sistema basato sulla riduzione dei tassi di interesseper i Paesi ”cicala’ e un tasso di cambio che ha rilanciatoil commercio dei Paesi ”formica’ regge fino a ottobre 2009,quando si scopre un buco nei conti pubblici di Atene, che fascoppiare la bolla del dividendo egoistico di Maastricht,mette a nudo le debolezze dell’euro e dell’architetturaistituzionale che lo sorregge”, conclude Brunetta. com/vlm

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