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Venerdì 24 maggio 2013 - 11:17

Vda/Regionali: domenica si vota, nove liste in corsa per la presidenza

(ASCA) – Torino, 24 mag – Nove liste in campo, due grandi coalizioni che si fronteggiano, l’incognita del risultato grillino. Domenica prossima gli elettori della Valle d’Aosta sono chiamati a rinnovare il consiglio regionale, composto da 35 consiglieri. Sono Movimento 5 stelle, Union valdotaine, Alpe e Union valdotaine progressiste, Partito democratico-Sinistra Vda, Stella alpina, Federation autonomiste, Popolo della liberta’ e Leali (lista creata dall’ex consigliere regionale di Forza Italia Dario Frassy). Una tornata elettorale, com’e’ tradizione, nel segno dell’autonomia e del mantenimento di un sistema che garantisce la gestione di quasi tutte le tasse in loco, mentre un po’ di polemica, cavalcata dal centrosinistra si sente sulla gestione del Casino’ di Sain Vincent, uno dei pilastri dell’economia regionale. Da una parte c’e’ l’alleanza formata da Union Valdotaine, Stella Alpina e Federation Autonomiste, che assieme al Pdl, (che pero’ questa volta corre da solo) hanno governato durante l’ultima legislatura (”Puntiamo a vincere al primo turno e a conquistare il premio di maggioranza” dicono ribadendo la non necessita’ di allargamenti). Dall’altra, la coalizione formata Union Valdotaine Progressiste, il movimento nato a dicembre dalla scissione dell’Uv, assieme ad Alpe (altra formazione autonomista nella quale militano diversi ex unionisti) e Pd, che ha inglobato le formazioni della sinistra, da Rifondazione all’Idv, e sigle moderate come il Psi e il Centro Democratico di Tabacci. Anche se non verranno indicati direttamente dagli elettori, i piu’ accreditati alla guida della regione sono l’attuale presidente Augusto Rollandin (Uv), che chiede la riconferma, e Laurent Vierin (Uvp), figlio dell’ex presidente della regione Dino Vierin. L’ultima settimana dedicata ai big, ha segnato il nuovo forfait di Berlusconi, presente solo con una telefonata e che non e’ mai venuto in valle per appuntamenti politici, l’arrivo di Grillo, e di Pippo Civati della sinistra Pd proprio per tenere il filo con i voti della sinistra che possono risultare decisivi. Malgrado i toni da sfida cavalleresca, (”Entreremo in consiglio regionale e li prenderemo tutti a calci nel c…”, ha detto qualche giorno fa uno dei candidati grillini), non sembra che il M5S, forte di un risultato poltico attorno al 20%, possa fare molto di piu’ e soprattutto competere per un eventuale ballottaggio. Le altre due coalizioni invece sono abbastanza vicine. Alle ultime elezioni politiche che hanno visto l’elezione di Rudi Marguerettaz (Stella Alpina) alla Camera e Albert Laniece (Union valdotaine) al Senato, il primo si e’ imposto per soli 185 voti. La legge regionale non prevede l’elezione diretta del presidente della giunta ed e’ costruita su un meccanismo proporzionale corretto da uno sbarramento pari a circa il 5% (bisogna eleggere quindi almeno 2 consiglieri regionali sul totale dei 35) e dalle coalizioni preventive. La legge prevede anche un premio di maggioranza per chi supera il 50 per cento dei consensi al primo turno, altrimenti scatta la possibilita’ di un ballottaggio, previsto il 9 giugno. In ogni caso, si vota solo domenica 26 maggio (dalle 7 alle 22) e lo spoglio delle schede comincera’ lunedi’ mattina dalle 8. eg/rus

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