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Lunedì 20 maggio 2013 - 10:47

Rai: Tarantola, 14 canali? Forse non sono tutti necessari (1 update)

(ASCA) – Roma, 20 mag – ”Sull’utilita’ di questi canaliabbiamo avviato uno studio e non so se siano necessaridavvero tutti”. Lo afferma il presidente della Rai AnnaMaria Tarantola facendo riferimento, in un’intervista a LaStampa, ai 14 canali della televisione di Viale Mazzini, tregeneralisti piu’ altri undici tematici. ”Ma proprio perche’siamo servizio pubblico – aggiunge – dobbiamo offrireprodotti specifici per tutte le esigenze, caratterizzando iprogrammi sempre di piu’. Questo vale anche per le retigeneraliste. Oggi, lo fanno piu’ nelle intenzioni che neifatti”. Per Tarantola ”la prima rete deve essere la tvdelle famiglie, la seconda dei giovani e la terza dellacultura e della trasversalita’. E’ vero, pero’, che i canalitematici sono poco conosciuti. Abbiamo fatto piu’ pubblicita’a questo proposito e lo faremo ancor di piu’ e meglio”. Il presidente parla poi di conti, replicando a chi indicaun bilancio chiuso con la perdita di 240 milioni di euro.

”Io accetto tutte le critiche – dice – ma non quelle chepartono dalla non conoscenza dei fatti. Nel 2012 ci siamotrovati con 200 milioni in meno di pubblicita’ e con 140milioni di costi in piu’, per via di quegli eventi sportiviche capitano negli anni pari. Il totale fa ben 340 milioni.

Siamo riusciti a risparmiare, in un solo anno, circa 100milioni”. Sul fronte della pubblicita’ Tarantola chiariscel’atteggiamento dell’azienda. ”La Sipra, l’anno scorso,perdeva di piu’ rispetto alla media del mercato – spiega – esiamo dovuti intervenire soprattutto sulle logiche di venditae sui sistemi organizzativi. E’ stata rivista anche lapolitica dei prezzi, ma bisogna considerare, quando si parladi sconti, che le nostre tariffe erano piu’ care di tre volterispetto a quelle dei concorrenti”. Sull’utilizzo in tv delle star dell’informazione (Santoro,Mentana, Lerner, Gruber) Tarantola non ha preclusioni anchese per averle non e’ intenzionata a fare follie. ”Non faccionomi – dice – parlo in generale. L’informazione, per la Rai,e’ ovviamente un prodotto cardine. Se ci sono persone chehanno la capacita’ di fare approfondimento con elevataqualita’ e di arrivare con grandi ascolti al pubblico benvengano”. E ”siamo disponibili a pagarle il giusto. E’ veroche c’e’ il mercato, ma non dobbiamo dimenticare l’obbiettivofondamentale dell’equilibrio economico. A questo proposito,le ricordo che abbiamo gia’ tagliato i compensi delle stardello spettacolo del 20%. Siamo intervenuti persino suicontratti in corso”. Non e’ comunque una politica di ”tagli lineari – spiegaTarantola – procediamo solo con tagli selettivi e investiamodi piu’ in molti settori; prima di tutto, per esempio,sull’innovazione tecnologica. Quando siamo arrivati, abbiamotrovato l’azienda con una tecnologia molto vecchia, perche’per anni non era stato investito molto in questo campo.

Eppure, abbiamo professionalita’ straordinarie in talesettore. Pensi che il nostro centro ricerche e’ apprezzato datutte le migliori aziende in Europa, a partire dalla Bbc”. Tarantola affronta infine anche il tema del rapporto conla politica. ”Io l’ho gia’ detto – ricorda – e nessuno ci hacreduto e ci sono stati molti commenti ironici a questoproposito. Ma non posso che riaffermarlo: non ho mai avutopressioni da un politico. Non sono cosi’ sprovveduta da nonsapere quali sono le regole di controllo e vigilanza politicaa cui la Rai si deve attenere per legge, ma cerchiamo di darealla Rai una gestione il piu’ possibile aziendale. E’difficile, lo so, ma si puo’ fare”. red-fdv

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