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Sabato 18 maggio 2013 - 12:36

Caso Ruby: Cicchitto, non c’e’ neanche l’ombra di un reato

(ASCA) – Roma, 18 mag – ”Dal processo di Milano e anche daun altro derivato emerge in modo addirittura imbarazzante chele iniziative conviviali di Berlusconi potevano anche essereo meno condivisibili da parte di persone che hanno abitudinicome oggi suol dirsi piu’ sobrie ma che in esse non c’e’neanche l’ombra di un reato malgrado il gigantesco ecostosissimo impianto accusatorio messo in campo con decine edecine di investigatori, 150mila intercettazioni, le piu’succose delle quali subito messe in circolo nel rispetto piu’rigoroso del segreto istruttorio contro il Presidente delConsiglio in carica che aveva un tale potere sugli apparatiche ha sempre ignorato di essere l’uomo piu’ intercettato ebraccato d’Italia fin nelle sue abitazioni allo scopo dispiare dal buco della serratura e dal filo del telefono tuttii particolari della sua vita personale”. Lo ha affermatol’esponente del Pdl Fabrizio Cicchito, in una nota.

”Certamente – ha ricordato Cicchitto – a suo tempo unimpianto di questo tipo non e’ stato messo in campo ne’ neiconfronti di Toto’ Riina e tantomeno della mafia calabresestanziata in Lombardia. Questa del tutto straordinariaattivita’ investigativa aveva lo scopo di accertare a priorieventuali risvolti penali della vita privata del presidenteBerlusconi. Per capirci fino in fondo: prima e’ statacostruita l’attivita’ investigativa e poi da essa si e’ritenuto di ricavare conseguenze penali. In ogni caso – haaggiunto – specialmente grazie alla requisitoria assaicircostanziata della pm Boccassini, una requisitoria durata6ore, abbiamo capito in modo definitivo che al di la’dell’odio inestinguibile che la anima nei confronti diBerlusocni e che va perfino al di la’ dello stesso usopolitico della giustizia che di penale nei confronti deicomportamenti privati di Berlusconi non c’e’ nulla al nettodi comportamenti che potevano certo esporlo a gossip di variotipo ma che non hanno nulla a che fare con il codicepenale”. E ancora: ”da questo punto di vista l’arringa delladottoressa Boccassini va considerata uno straordinario edefinitivo documento difensivo visto che essa non presenta enon esplicita alcuno straccio di prova su nessuno dei reatiimputati a Berlusconi, ragion per cui essa rende quasisuperflue le arringhe difensive. Cio’ detto possiamo misurarefino in fondo l’effetto devastante che l’uso politico dellagiustizia ad opera di alcuni pubblici ministeri e di alcunicollegi giudicanti puo’esercitare nella vita politicaitaliana che e’ gia’ compromessa da tempo per ragioni assaiserie a partire dalla gravissima crisi finanziaria in corso,dagli errori commessi dalle forze politiche e dalle tendenzeper l’antipolitica che sono motivate da ragioni serie e altreper nulla serie”, ha concluso Cicchitto.

com-brm/sam/ss

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