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Giovedì 16 maggio 2013 - 17:33

Staminali:Bioeticista Pessina, no clonazione distruggendo embrione umano

(ASCA) – Roma, 16 mag – Parla di ”tragica gravita’dell’esperimento”, il bioeticista Adriano Pessina, Direttoredel Centro di Ateneo di Bioetica dell’Universita’ Cattolica,commentando lo studio relativo a un procedimento diclonazione analogo a quello attuato per far nascere la pecoraDolly. ”Cio’ che fa la tragica differenza, rispetto alprecedente esperimento – spiega – sono l’utilizzo di celluleumane e la formazione di un embrione umano per ottenerecellule staminali. Il cosiddetto scopo terapeutico, per orasoltanto prospettato, rispetto al precedente fineriproduttivo utilizzato nel caso della pecora Dolly, prevedeche l’embrione umano sia poi distrutto per poter disporredelle cellule staminali stesse”.

”Il linguaggio scientifico – osserva Pessina – rendedifficile far percepire a tutti in modo adeguato la tragicagravita’ di questo esperimento che manifesta un’inaccettabileindifferenza rispetto al valore dell’esistenza umana nellasua fase iniziale. La clonazione di questo embrione e’ lagenerazione di un essere umano, di fatto fratello gemellodella persona da cui e’ stata prelevata la cellula che,opportunamente manipolata, e’ stata immessa nell’ovocitadenucleato che ne ha permesso lo sviluppo. Non c’e’ nessunamotivazione, ne’ di ordine scientifico, ne’ di ipotesiterapeutica, che renda legittimo dal punto di vista moralequesta prassi. Non va nemmeno trascurato il fatto che questiesperimenti prevedano l’utilizzo di ovociti umani: possiamoignorare che questo implica anche uno sfruttamento realedelle donne, utilizzate come produttrici di materialebiologico?”.

E aggiunge: ”Colpisce l’assenza di un’adeguata reazioneetica da parte dell’intera comunita’ scientificainternazionale che finge di non sapere che cio’ che qui si e’generato e poi distrutto e’ un essere umano. Nessuna futuraprospettiva terapeutica rende legittima la generazione edistruzione di un essere umano. In Europa la Convenzione diOviedo, articolo 18, proibisce esplicitamente ognicostituzione di un embrione umano a fini di ricerca: similisperimentazioni invece sfuggono alle maglie larghe dellalegislazione americana”.

”La difesa dell’uomo fin dalle sue fasi embrionali e ildivieto della manipolazione dell’origine della vita umana perqualunque scopo dovrebbero essere un imperativo dell’interaumanita’, un risultato condiviso da tutti coloro che nelladichiarazione universale dei diritti dell’uomo hanno salutatol’emergere di una nuova consapevolezza in ordine ai principidi uguaglianza e non discriminazione che dovrebbero regolareogni attivita’, in primo luogo quella scientifica”, concludelo studioso.

red/mpd

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