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Martedì 14 maggio 2013 - 08:35

Legge elettorale: per Letta priorita’. Pdl, prima la forma di governo

(ASCA) – Roma, 14 mag – Enrico Letta e Gaetano Quagliariello hanno a lungo parlato, nella conferenza stampa seguita al seminario del governo nell’abbazia di Spineto, del metodo parlamentare per raggiungere l’obiettivo delle riforme costituzionali. D’accordo su come formare la Convenzione (la somma delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato) e un comitato di esperti (che sara’ lo stesso Letta a presiedere), il premier e il ministro per le Riforme costituzionali hanno avuto accenti diversi sul problema della riforma della legge elettorale. Letta ha spiegato che a suo parere occorre intanto mettere in atto una ”clausola di sicurezza” rispetto al quadro politico: riformare subito la legge elettorale tornando al Mattarellum (maggioritario a turno unico per la ripartizione del 75% dei seggi della Camera con il restante 25% ripartito in modo proporzionale alle liste che superano il 4%; per il Senato il meccanismo e’ diverso e i collegi sono su base regionale prevedendo il recupero proporzionale dei piu’ votati non eletti attraverso un meccanismo di calcolo denominato ”scorporo”). Quagliariello, perplesso sul ritorno al Mattarellum, ha invece espresso la predilezione per un sistema elettorale che corrisponda alla scelta della ”forma di governo” e si integri in essa. Per ”clausola di sicurezza” Letta intende l’esclusione della possibilita’ che nel caso di una improvvisa e non augurabile crisi di governo si possa tornare a votare con la legge elettorale in vigore, il cosiddetto Porcellum: ipotesi per lui da scongiurare. Quindi – e’ la proposta – con legge ordinaria si torni alle norme precedenti nell’attesa della piu’ complessiva scelta sulla ”forma di governo”. Diversa l’opinione del ministro per le Riforme: ”Dobbiamo stabilire se andiamo verso Parigi, Berlino o Londra e poi scegliere la legge elettorale corrispondente alla forma di governo”. Quagliariello ha cosi’ alluso ai diversi sistemi elettorali: repubblica semipresidenziale con doppio turno di collegio (modello francese), cancellierato su base elettorale proporzionale (modello tedesco), sistema elettorale che favorisce il bipolarismo con collegi elettorali senza doppio turno (modello britannico). Quello che il Pdl sembra disposto a concedere nell’immediato e’ solo l’abolizione del premio di maggioranza alla Camera previsto nelle norme vigenti, ha fatto intendere il ministro per le Riforme, ricordando che il Porcellum e’ stato pensato in tutt’altra fase politica, quando esisteva un sostanziale bipolarismo che oggi appare nettamente superato dalla presenza consistente in Parlamento del M5S. Sul merito della ”forma di governo”, il Pdl non ha intenzione di demordere dal modello istituzionale semipresidenziale francese che prevede l’elezione diretta del Capo dello Stato mentre l’Assemblea nazionale e’ eletta con una legge elettorale a doppio turno. In questo modello, il potere esecutivo e’ condiviso dal Presidente della Repubblica con il primo ministro che puo’ essere scelto e revocato dall’ inquilino dell’Eliseo. Per quanto riguarda il Pd, sulla base della predilezione per un sistema elettorale a doppio turno, ci si sta avvicinando alla posizione del Pdl che e’ disposto a cedere su questo punto solo a condizione dell’elezione diretta del Capo dello Stato. Nella scorsa legislatura il Pd ha presentato una complessa proposta di riforma della legge elettorale: l’ elettore dovrebbe disporre per la Camera di una sola scheda su cui sceglie il candidato di partito in collegi uninominali mentre il voto e’ attribuito automaticamente anche alla lista del medesimo partito presentata per ciascuna circoscrizione. Nella proposta del Pd, una quota pari al 70% dei seggi in palio (corrispondente a 433 seggi) e’ attribuita agli eletti in collegi uninominali maggioritari a doppio turno. Nel secondo turno e’ eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera appoggia la richiesta di Quagliariello: ”La legge elettorale e’ legata indissolubilmente alla forma di governo che scaturira’ dal lavoro dell’esecutivo Letta e del Parlamento. Per il Pdl e’ una questione dirimente: prima le riforme costituzionali e delle istituzioni e subito dopo una nuova legge elettorale che possa integrarsi nel modo migliore con la ridisegnata architettura dello Stato”. Di diversa opinione Rosy Bindi, Pd: ”Bene l’annuncio del presidente del Consiglio Letta sulla priorita’ di una riforma della legge elettorale. E’ giusto mettere in sicurezza il futuro e sgombrare il campo al piu’ presto dal rischio di tornare alle urne con un sistema che si e’ rivelato fallimentare sia sul versante della rappresentanza che su quello della governabilita”’. Annuncia Anna Finocchiaro, Pd, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato: ”E’ chiaro che la nuova legge elettorale dovra’ essere il risultato del lavoro complessivo di riforma costituzionale del nostro sistema. Ma la mia opinione e’ che occorra mettere in sicurezza innanzitutto l’abrogazione dell’attuale legge. Per questa ragione nei prossimi giorni presentero’ un ddl, a cui sto lavorando, che prevedera’ l’abrogazione del Porcellum e il ripristino della legge elettorale previgente, il Mattarellum”. gar/sam/

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