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Giovedì 9 maggio 2013 - 18:37

Pd: Speranza-Cuperlo, segretario al fotofinish. Dipende dai capicorrente

(ASCA) – Roma, 9 mag – Sta lavorando finora a vuoto il gruppoformato da Marina Sereni e Ivan Scalfarotto (vicepresidentidell’Assemblea nazionale), Luigi Zanda e Roberto Speranza(capigruppo al Senato e alla Camera), Enzo Amendola(coordinatore dei segretari regionali) e David Sassoli(europarlamentare), che dovrebbe presentare una propostaunitaria all’Assemblea nazionale del Pd che si tiene sabatoalla Fiera di Roma. In quella sede si dovra’ eleggere ilnuovo segretario che restera’ in carica fino al Congresso chedovrebbe tenersi, salvo sorprese, entro ottobre.

L’ipotesi di una ‘prorogatio’ della segreteria di PierLuigi Bersani sembra saltata definitivamente. Quest’ultimonon ne vuole sentir parlare. In queste ore non risponde altelefonino quasi a nessuno. L’ex segretario resta sulla suaposizione: favorire l’ascesa al vertice di Speranza, 34 anni,capogruppo del Pd alla Camera, ex segretario regionale dellaBasilicata, emerso alla cronaca nazionale quando Bersani loscelse tra i suoi stretti collaboratori nella fase del duellodelle primarie contro Matteo Renzi. Da Potenza allasegreteria del partito in meno di un anno, seppure con illimite temporale di un ”segretario reggente”, sarebbedavvero l’exploit di una carriera politica con pochiprecedenti. Per questa soluzione, ritenuta dai piu”’debole” e percio’ da appoggiare perche’ non pregiudica gliassetti futuri del partito, sono favorevoli i lettiani, ifranceschiniani e pure i renziani, che pero’ non guardano confavore la decisione di non votare sabato la modifica alloStatuto che abolisce l’automatismo tra il ruolo di segretarioe quello di candidato a premier. Contro, per ora, cisarebbero Massimo D’Alema e Rosy Bindi, che ritengono una’non scelta’ il via libera a Speranza, che poi sarebbeaffiancato da un direttorio, nel quale entrerebbero irappresentanti di tutte le correnti interne.

D’Alema, che ieri non ha partecipato alla riunione diCoordinamento del Pd perche’ impegnato a Firenze in unseminario internazionale, ha fatto smentire dalla suaportavoce Daniela Reggiani un articolo apparso su”Repubblica” di oggi: ”Non c’e’ nessuna guerra tra Bersanie D’Alema. D’Alema non ha bruciato la candidatura diGuglielmo Epifani, che peraltro Bersani non ha mai proposto.

Per quanto riguarda Gianni Cuperlo, egli stesso ha deciso dipresentare la propria candidatura direttamente al Congresso,nella convinzione che ci voglia una forte legittimazione peraffrontare la nuova fase che attende il partito”. Al di la’delle smentite e dei singoli episodi, il conflitto traBersani e D’Alema c’e’, altrimenti non sarebbero statiproprio i bersaniani i primi ad affondare la candidatura diCuperlo. I dalemiani non ci stanno all’elezione di Speranza senzacombattere per un’altra soluzione. Per questo stanno tessendoin queste ore la tela delle relazioni con le altre componentidel partito che puo’ portare alla riproposizione dellacandidatura di Cuperlo, su cui potrebbe convergere peresempio la componente di Renzi con l’assicurazione che poiCuperlo ripresentera’ la sua candidatura nel Congresso che siterra’ a ottobre, quando la riforma dello Statuto sara’ stataapprovata sul punto che separa il segretario dal candidato apremier. Potrebbero convergere anche alcuni dell’area liberaldi Enrico Morando e i critici come Pippo Civati e LauraPuppato, che nella soluzione Cuperlo intravedono maggioresolidita’ politica. I renziani chiedono inoltre che nel nuovoorganigramma venga rimosso Nico Stumpo da responsabiledell’organizzazione. Individuano in lui il piu’ ferreooppositore del sindaco di Firenze nel corso delle primarieper la premiership del centrosinistra (fu Stumpo a decideretra gli altri di non allargare la platea dei votanti nelturno di ballottaggio). A favore del ritorno della candidatura di Cuperlo,sbrigativamente liquidata nei giorni scorsi, gioca un’altraconsiderazione. Se Speranza fosse eletto segretario, siliberebbe la casella di capogruppo a Montecitorio per laquale Franceschini ha gia’ pronta la candidatura diGianclaudio Bressa, restato deputato semplice alla quintalegislatura consecutiva dopo l’assegnazione degli in carichidi governo e di quelli delle commissioni alla Camera (e’stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel Igoverno D’Alema nel 1998). Questa soluzione non entusiama lamaggioranza dei deputati del Pd, soprattutto gli ex Ds.

gar/vlm

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