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Martedì 7 maggio 2013 - 18:51

Senato: scontro Pd-Pdl in commissione Giustizia, domani resa dei conti

+++Per la presidenza c’e’ chi cerca un’alternativa aFrancesco Nitto Palma: spunta il nome di Caliendo+++.

(ASCA) – Roma, 7 mag – Braccio di ferro tra Pd e Pdl sullapresidenza della commissione Giustizia di Palazzo Madama. Perben due volte oggi il candidato del Pdl, Francesco NittoPalma, ‘designato’ in base all’accordo tra i due principalipartiti della maggioranza che ha regolato l’assegnazione ditutte le presidenze di commissione di Camera e Senato, e’stato silurato dai commissari. Sui 26 componenti lacommissione (14 i voti necessari per l’elezione) al primoturno solo 12 hanno votato il suo nome, saliti poi a 13 alsecondo tentativo.

Un esito che ha messo a nudo le tensioni non risolteall’interno del Pd sulla presidenza della commissioneGiustizia all’ex Guardasigilli, a cui si aggiungono leaspirazioni del senatore democratico Felice Casson, che si e’contraddistinto oggi per le sue numerose dichiarazioni, verie propri slanci in avanti, seguiti da marce indietroopportunamente suggerite dal partito. Il risultato e’ che sie’ ora alla ricerca della ricomposizione del quadro, chepotrebbe comprendere anche un passo indietro da parte diNitto Palma per fare posto ad un altro esponente Pdl, tra cuispunta il nome di Giacomo Caliendo, gia’ sottosegretario allaGiustizia del governo Berlusconi. Torniamo alla cronaca del pomeriggio e alle dichiarazionidi Casson. ”Da domani voteremo un nostro candidato” avrebbeesordito al termine della seconda votazione, aggiungendo:”Cercavamo un candiato condiviso, ma se tutto il Pd non l’havotato evidentemente non era Nitto Palma”.

Gelido il commento del capogruppo Pdl, Schifani: ”Il no aNitto Palma e’ un fatto politico, organizzato. Ognuno oradeve assumersi le sue responsabilita”’.

E infatti poco dopo da Casson giunge il primo grande colpodi freno. ”In merito a quanto erroneamente riportato dalleagenzie di stampa l’unica dichiarazione che ho fatto e’ chenoi siamo per un candiato condiviso”, dira’ in una nota.

Piu’ tardi aggiungera’ ad una televisione: ”Il Pd ha votatocompatto, qualcun altro non ha votato”. Non la pensa cosi’ Nitto Palma: ”Io ho preso i voti chedovevo prendere, anzi ne ho avuto anche uno di piu’. Mancanoi voti dell’altro schieramento”.

A fare la conta non sembra dica il falso. Nellacommissione i rappresentanti del Pdl, di Scelta civica e diGal sono complessivamente 10. Se a questi aggiungiamo i duevoti della Lega Nord, anche se in linea teorica il Carroccioavrebbe dovuto votare scheda bianca, arriviamo ai 12 voti delprimo turno. Per i 13 del secondo turno si conferma ”il votoin piu”’ di cui parla Nitto Palma, verosimilmente del Pd.

Domani alle 15 la commissione e’ nuovamente convocata perun nuovo voto: questa volta per essere eletto presidentebastera’ la maggioranza semplice, cioe’ aver raccolto ilmaggior numero di preferenze tra i votati.

Si torna quindi al punto di partenza, quello dell’accordopolitico disatteso tra Pd e Pdl. ”C’era un accordo politicoche non ha dato frutti, ma e’ un accordo del partito, nonmio. Su una mia ricandidatura decidera’ il partito” spiegain prima battuta Nitto Palma, anche se piu’ tardi con igiornalisti osserva: ”E perche’ dovrei fare un passoindietro? C’era un accordo che noi abbiamo rispettato, anchedopo che il Pd lo ha violato. E poi di che cosa sareiaccusato? Di essere berlusconiano? Di essere ‘divisivo’?”.

Per il momento le diplomazie sono ancora al lavoro.

njb/vlm

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