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Lunedì 6 maggio 2013 - 15:29

Sardegna: Cappellacci a Letta, crisi morde, chiudere vertenze dell’isola

(ASCA) – Cagliari, 6 mag – Il presidente della regioneSardegna, Ugo Cappellacci, ha chiesto con una lettera unincontro al presidente del Consiglio, Enrico Letta, per fareil punto sulle vertenze aperte con lo Stato, a cominciare daquella sulle entrate e il Patto di stabilita’. Il governatoresottolinea – come spiega una nota – che da parte dellaregione vi e’ stata sempre la massima e leale collaborazionecon il governo nazionale, ma a questo rispetto istituzionale”continua a non seguire una corrispondente risposta delgoverno”.

”Caro presidente, mi rivolgo a Lei con qualche motivo disperanza in piu’, rispetto al passato, confidando nelreciproco orgoglio per le nostre comuni origini sarde e nellasua riconosciuta attenzione e disponibilita’, da sempremanifestata nei confronti della Sardegna”, scriveCappellacci nella sua missiva sottolineando la fase di”crisi economica senza precedenti nella storiaautonomistica” con ”effetti negativi gravissimi perl’occupazione, per il sistema economico, industriale esociale di tutta l’Isola, la cui portata ha piu’ voltesuperato il livello di guardia con rischi concreti per lapace sociale e lo stesso ordine pubblico”. ”Non e’ stato sufficiente neanche il prezioso equalificato intervento del Presidente della Repubblica che, aseguito di una Sua recente visita in Sardegna, aveva favoritola ‘riapertura’ del confronto con il governo Monti sui temicentrali della cosiddetta ‘Vertenza Sardegna”’, affermaCappellacci che non esita a rilevare come ”ancora una voltail governo ‘tradisce’ la Sardegna”.

La vertenza entrate e la ridefinizione del patto distabilita’; la continuita’ territoriale ed in particolarequella marittima; il riconoscimento della condizione diinsularita’, il federalismo fiscale e la zona franca; lariduzione dei divari infrastrutturali e lo sblocco dellerisorse ex-FAS; le vertenze industriali di valenza strategicanazionale, come quelle del settore della chimica, dellamineral-metallurgia (alluminio e carbone in particolare) edella produzione energetica. Queste le priorita’ evocate dacappellacci nella sua lettera a Enrico Letta. ”Non e’ bastato, inoltre – sottolinea il governatore -che proprio sui temi delle entrate e del patto di stabilita’,si sia recentemente pronunciata la Corte costituzionale cheha, in modo cristallino, riconosciuto le ragioni dellaSardegna, sia sull’immediata percettibilita’ delle nuoveentrate, sia sulla correttezza dell’iscrizione delle stessenei nostri bilanci regionali, sia sul conseguente adeguamentoproporzionale del patto di stabilita’ che il governo devericonoscere alla Sardegna. Pertanto, ”la Sardegna chiede soltanto che, una volta pertutte, sia riconosciuto quello che stabiliscono le leggi diquesto Paese. Il popolo sardo – puntualizza Cappellacci – noncerca assistenzialismo. L’insularita’ e’ un fatto oggettivo ela specialita’ della Sardegna poggia su solide basiculturali, storiche ed identitarie. Nel solco della nostratradizione autonomista, rivendichiamo solo ed esclusivamenteil rispetto della nostra specialita’, eguali opportunita’ ela rimozione delle disparita’ territoriali per quella realecoesione posta alla base dello stesso Trattato europeo”.

In tale quadro, ”le chiedo di poterLa incontrare contutta la consentita urgenza”, scrive Cappellacci al premierLetta.

com-stt

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