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Lunedì 6 maggio 2013 - 14:04

Internet: Grasso, mai invocato leggi speciali o bavaglio per web (1upd)

+++Contrastare paradisi virtuali, server devono essereverificabili. Fondamentali anche educazione e uso consapevoledella rete+++.

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(ASCA) – Roma, 6 mag – ”Credo sia il caso di fare un po’ dichiarezza in merito a quanto si e’ letto e scritto dopo lemie parole sul tema della rete: non e’ mai stata miaintenzione auspicare in alcun modo interventi che limitino laliberta’, non ho mai invocato censure, bavagli o ”leggispeciali” come da piu’ parti e’ stato scritto”. Lo scriveil presidetne del Senato, Pietro Grasso sulla sua paginaFacebook.

”Il mio accenno sulla necessita’ di una ‘volonta’internazionale’ si basa sulla mia esperienza passata – spiegaancora la seconda carica dello Stato -: da Procuratorenazionale antimafia ho piu’ volte provato la frustrazione diveder bloccate indagini importanti e ribadito quanto sianecessario procedere con accordi internazionali perfacilitare, in caso di reati acclarati, l’individuazione deicolpevoli”. Per Grasso ”deve valere per internet quanto vale, adesempio, per il mondo finanziario: come siamo chiamati acontrastare i ‘paradisi fiscali’ e il segreto bancario incaso di reati economici dobbiamo contrastare i ‘paradisivirtuali’ dove risiedono server che non consentono larintracciabilita’, o la rendono estremamente difficile, dichi ha commesso crimini perseguibili dal nostro ordinamento.

Questo per far procedere le indagini su reati come, adesempio, le minacce alla presidente della Camera ol’hackeraggio e la diffusione delle mail personali diparlamentari del Movimento 5 stelle”.

Per quanto riguarda invece la violenza verbale, l’insulto,la minaccia, prosegue il presidetne del Senato, ”capisco econdivido la preoccupazione di chi vede nelle ‘regole damettere alla rete’ la paura che tali limitazioni siano usateper limitare la liberta’ di espressione e di opinionepolitica. Ma questo non deve impedire ad uno Stato didifendere i propri cittadini dall’insulto, dal razzismo odalle minacce”. Per tentare di trovare un ”difficile punto diequilibrio”, prosegue Grasso facendo proprie le parole delrelatore speciale delle Nazioni Unite per la promozione etutela della liberta’ di opinione e di espressione, Frank LaRue, ”le leggi per combattere espressioni di violenza, odioed intolleranza (il cosiddetto ‘hate speech’) devono essereattentamente analizzate ed applicate da parte dellamagistratura, cosi’ come deve essere evitata l’eccessivalimitazione di modi di espressione legittimi. Allo stessotempo, mentre le leggi sono certamente necessarie erappresentano una componente importante per affrontare laviolenza verbale, queste dovrebbero essere integrate damisure politiche il piu’ ampie possibili per ottenerecambiamenti reali nella mentalita’, nella percezione e nelleargomentazioni della persone”.

Infine, ha concluso Grasso, serve ”un dibattitoapprofondito e sereno sulla responsabilita’ di ciascuno. Percontrastare questa triste deriva non servono norme ulteriori,bastano l’informazione e l’educazione. Siamo sempre cittadinie ci rivolgiamo ad altri cittadini anche quando pubblichiamoun post, un commento, un tweet. Vista l’importanza che tuttiriconosciamo alla rete credo che possiamo concordare sulfatto che della rete si faccia un uso pienamenteconsapevole”.

njb

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