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Lunedì 6 maggio 2013 - 15:00

Andreotti: Durnwalder, scompare uno dei padri dell’autonomia

(ASCA) – Bolzano, 6 mag – ”Era un libro di storia:orgoglioso di questa autonomia, di aver contribuito acostruirla e di come funziona”: nel suo ricordo dell’exPresidente del Consiglio, Ministro e senatore a vitascomparso oggi, il presidente della provincia di Bolzano,Luis Durnwalder sottolinea il filo rosso del lungo impegnopolitico di Giulio Andreotti nella questione altoatesina.

”Ha sempre guardato al futuro, consapevole che nella nuovaEuropa le diversita’ sono una ricchezza. E sapeva che le zonedi confine sono diverse dal resto del Paese. Due passaggiimportanti per raggiungere risultati positivi.” Se l’AltoAdige oggi e’ politicamente stabilizzato, ”va reso merito adalcune personalita’ con una visione politica di granderespiro, tra loro Giulio Andreotti, che negli anni hannosaputo spegnere con la ragione, la lucidita’ e il rispettodella dignita’ umana gli incendi appiccati da altri”,sottolinea Durnwalder. Nel 2008 all’allora senatore a vitaGiulio Andreotti la Giunta provinciale aveva conferito ilGrande ordine al merito, la massima onorificenza provinciale,per il suo ruolo fondamentale nello sviluppo dell’autonomiaaltoatesina, in maniera particolare per quanto riguarda il”Pacchetto”.

Nella sua carriera politica ai massimi livelli Andreotti hainfatti contribuito in maniera decisiva, prosegue Durnwalder,”a fare in modo che il cammino dell’Alto Adige non finissein una strada senza uscita. Con altri politici lungimiranti aRoma e Vienna ha creato le premesse per consentire a questaterra e alla sua popolazione di uscire da una situazionefrustrante, di timore e spesso percepita come priva diprospettive. Ci siamo cosi’ incamminati verso un futuropositivo e promettente.” Il secondo Statuto di autonomia enumerose norme di attuazione portano la firma del presidenteAndreotti. ”Vanno ricordate in particolare – spiegaDurnwalder – alcune norme che hanno garantito alla minoranzadi poter conservare e sviluppare le proprie tradizioni e direalizzarsi nella propria madrelingua tedesca o ladina.

Giulio Andreotti ha sempre mostrato grande rispetto deigruppi linguistici e delle minoranze. Egli e’ parte dellastoria della nostra autonomia”, conclude Durnwalder.

com/rus

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