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Venerdì 3 maggio 2013 - 16:02

Pd: Morgando, mi sono dimesso per il partito

(ASCA) – Torino, 3 mag – ”L’ho fatto per il partito”, diceGianfranco Morgando che da poche ore ha annunciato le suedimissioni da segretario regionale del Pd in polemica con lamancata nomina di esponenti piemontesi del partito nellasquadra di governo. Da sei anni alla guida del partito inPiemonte, vincitore di due consultazioni primarie, primacontro Giancluca Susta e poi contro l’ex ministro CesareDamiano, Morgando spiega la sua decisione nella sede del Pdche ancora porta i segni e i manifesti della protesta deigiovani del partito di ”occupy Pd”.

”Non ho mai pensato di dimettermi perche’ mi venivachiesto dal movimento occupy Pd – dice Morgando – pero’ sobene che quel movimento era espressione di un malessere nelpartito a cui andava data una risposta. Ora da segretariocredo che il partito piemontese abbia diritto che qualcunogli dica che ci sono delle responsabilita’ politiche, noncredo di averle, ma me le assumo”. E a chi gli chiede seprevede che la sua decisione sara’ seguita da altri, adesempio dalla segreteria regionale oppure dal segretariocittadino Paola Bragantini, Morgando non risponde: ”per ilmomento penso a cosa devo fare io”. Insiste che il partitoha dato ”un segnale di grave insipienza ”.

”Non potevo non rilevarlo – aggiunge – , non potevo nongarantire al pd piemontese un sussulto di dignita’. Perquesto mi sono dimesso”: Nella sua lettera al presidentedell’assemblea regionale Andrea Giorgis sottolinea di avercercato inutilmente contatti, ma i telefoni i telefoni hannosquillato a vuoto e i messaggi sono rimasti senza risposta.

Ma non vuole fare il nome di chi si e’ negato al confronto.

”Non lo dico, fa parte dei normali rapporti. Qui non c’e’nulla di personale c’e’ il problema del pd piemontese, non hofatto questione di nomi”. Ma ammette che la vicinanza aBersani, che ha sempre sostenuto e di cui e’ stato anchesottosegretario, puo’ avergli nociuto.

”Il problema e’ il Piemonte – premette – certo ilprocesso decisionale ha tenuto conto in modo quasi esclusivodei rapporti di forza interni. Mi rendo conto che in ungrande partito e’ inevitabile, ma cio’ non esclude che iproblemi dei territori possano stare dentro questoapproccio”.

Oggi la segreteria piemontese del Pd prendera’ atto delledimissioni di Morgando. Spettera’ all’assemblea regionale delpartito nominare un segretario reggente fino al congresso,che dovrebbe svolgersi prima di quello nazionale trasettembre e ottobre. eg/mau/ss

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