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Lunedì 29 aprile 2013 - 15:25

Preiti: Telefono Azzurro, intervista a figlio violazione Carta Treviso

(ASCA) – Modena, 29 aprile 2013 – Telefono Azzurro ”haassistito con incredulita’ e un senso di impotenza”all’intervista fatta da alcuni giornalisti di diverse testateal figlio di 11 anni di Luigi Preiti, il protagonista dellasparatoria avvenuta ieri di fronte a Palazzo Chigi. ”Piu’ di 20 anni fa e precisamente il 5 ottobre 1990 -ricorda in una nota – e’ stata firmata dalla FederazioneNazionale della Stampa, dall’Ordine dei giornalisti e daTelefono Azzurro stesso, la Carta di Treviso, un’intesa poiaggiornata nel corso degli anni che contiene una serie dinorme che regolano la tutela dei minori nell’attivita’giornalistica e che trae ispirazione dai valori della nostraCarta costituzionale e dalla Convenzione dell’Onu sui dirittidei bambini ratificata dall’Italia e divenuta legge di Staton. 176 del 27 maggio 1991. E’ il primo documento diautoregolamentazione deontologica, steso con il supporto diTelefono Azzurro, che impegna di fatto i giornalisti a normee comportamenti eticamente corretti nei confronti deiminori”. ”Nonostante il fatto di cronaca che ha visto protagonistaLuigi Preiti sia riprovevole, estremamente drammatico e lesue conseguenze tragiche per tutte le persone coinvolte,Telefono Azzurro non puo’ dimenticare l’impegno preso oltre25 anni fa a tutela dei minori – commenta Ernesto Caffo,Neuropsichiatra infantile, Professore Ordinariodell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia e Presidente diSOS Il Telefono Azzurro ONLUS – per questo motivo riteniamoche con questa intervista al figlio di Luigi Preiti sianostate violate la gran parte delle norme contenute nella Cartadi Treviso stesa insieme ai piu’ autorevoli organi competentiin tema di informazione. Vorremmo evitare che questo siripeta sia nei confronti del figlio di Luigi Preiti sia ditutti gli altri minori coinvolti in fatti di cronaca echiediamo quindi che si prendano provvedimenti in talsenso”. Telefono Azzurro ricorda che secondo quanto stabilitodalla Carta di Treviso, ”va garantito l’anonimato del minorecoinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanzapenale, ma lesivi della sua personalita’, come autore,vittima o teste; tale garanzia viene meno allorche’ lapubblicazione sia tesa a dare positivo risalto a qualita’ delminore e/o al contesto familiare e sociale in cui si staformando; va altresi’ evitata la pubblicazione di tutti glielementi che possano con facilita’ portare alla suaidentificazione, quali le generalita’ dei genitori,l’indirizzo dell’abitazione o della residenza, la scuola, laparrocchia o il sodalizio frequentati, e qualsiasi altraindicazione o elemento: foto e filmati televisivi nonschermati, messaggi e immagini on-line che possanocontribuire alla sua individuazione. Analogo comportamentodeve essere osservato per episodi di pedofilia, abusi e reatidi ogni genere; il bambino non va intervistato o impegnatoin trasmissioni televisive e radiofoniche che possano ledernela dignita’ o turbare il suo equilibrio psico-fisico, ne’ vacoinvolto in forme di comunicazioni lesive dell’armonicosviluppo della sua personalita’, e cio’ a prescinderedall’eventuale consenso dei genitori; nel caso di minorimalati, feriti, svantaggiati o in difficolta’ occorre porreparticolare attenzione e sensibilita’ nella diffusione delleimmagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome diun sentimento pietoso, si arrivi ad un sensazionalismo chefinisce per divenire sfruttamento della persona; particolareattenzione andra’ posta nei confronti di strumentalizzazioniche possano derivare da parte di adulti interessati asfruttare, nel loro interesse, l’immagine, l’attivita’ o lapersonalita’ del minore”.

”Tutti i giornalisti – sottolinea – sono tenutiall’osservanza di tali regole”.

red/mpd

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