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Lunedì 29 aprile 2013 - 19:10

Governo: Letta, come Davide di fronte al Golia di sfide gigantesche

(ASCA) – Roma, 29 apr – Con i 50 minuti del suo primodiscorso programmatico alla Camera da premier, Enrico Lettasi e’ fatto apprezzare per la sua concretezza e capacita’ dimediazione. ”Grande scuola democristiana”, ha commentatoqualche deputato alla fine, ricordando che il maestropolitico di Letta e’ stato Nino Andreatta, citato per altrouna volta per accoglierne la lezione di saper differenziaretra ”politica” e ”politiche”, cioe’ tra le posizioni dipartenza degli schieramenti e poi la necessita’ di darerisposte concrete ai problemi del Paese e dei cittadini. Il discorso di investitura a premier parte con unringraziamento a Giorgio Napolitano, Presidente dellaRepubblica e regista della formazione di questo governo, econ una dichiarazione di modestia sulla capacita’ di sapergestire una operazione di larghe intese. Segue un riferimentoa Pier Luigi Bersani, segretario dimissionario del Pd, ”chemi ha appoggiato in questo passaggio”: tanti gli applausidai banchi piddini a chi fino a due settimane aveva puntato aun ”governo di cambiamento” e ora si trova ad appoggiare ungovernissimo di fatto. C’e’ spazio anche per un breve ringraziamento al lavorosvolto da Mario Monti. Letta aggredisce pero’ subito il temache ritiene centrale: ritornare a pensare alla crescita senzacompromettere l’austerita’. Da qui l’annuncio che il primoatto della sua presidenza del Consiglio sara’ quello diandare a Bruxelles (mercoledi’ sera incontro con Hemran VanRompuy), Parigi e Berlino (domani pomeriggio faccia a facciacon Angela Merkel), le capitali della politica europea perspingere verso una maggiore integrazione, altrimenti restano”i rischi di una Europa monetaria senza politica”. Forse e’ li’ che Letta intende contrattare un piccolosforamento del patto di stabilita’, come ha gia’ ottenuto laSpagna (l’equivalente di un punto di Pil?). Il presidente delConsiglio batte su un tasto: ”La crescita economica di unPaese richiede una strategia complessa, che eviti dispersionea pioggia delle poche risorse e che possa innescaremeccanismi virtuosi. Per questo, e’ necessario una sintoniatra le azioni del governo e quelle delle banche e delleimprese, che debbono essere mirate a una crescita di lungoperiodo degli attori economici per superare gli annosiritardi dell’Italia in termini di crescita dellaproduttivita’ e della competitivita’. Il governo deveaccompagnare questa crescita e rimanere a fianco delleimprese anche e soprattutto quando queste si impegnanoall’estero nell’arena globale”.

Il premier dichiara inoltre di voler usare ”il linguaggiosovversivo della verita”’: l’Italia muore di solorisanamento, ”occorre uscire da un disavanzo eccessivo senzacompromettere l’austerita”’. Da qui gli annunci sullariforma del welfare per renderlo piu’ egualitario e giusto,il piano straordinario sulla ricerca e sugli studi persuperare alcuni gap strutturali della situazione italiana(per esempio, la scarsezza di laureati e l’eccessivoabbandono scolastico).

Sull’Imu, scoglio della trattativa con il Pdl, si e’limitato a dire che la rata di giugno sara’ bloccata: ilpreludio piu’ che a una restituzione di quella 2012 a unariforma? L’ampia parte dedicata all’economia si tira pero’dietro la critica secondo cui il premier non avrebbeprecisato da dove attingera’ le risorse per questocambiamento di passo. Dice ad esempio Renato Brunetta, Pdl:”Non ha detto dove prendera’ i soldi”.

Letta cita una volta Papa Francesco, a proposito dellafrase rivolta ai giovani (”scommettete su cose grandi”), euna volta Cesare Beccaria, a proposito della giustizia perricordare che ”l’Italia e’ la patria del diritto”. Suquesto versante ricorda la necessita’ di nuove regole controla corruzione che possano permettere a imprenditori italianie stranieri di tornare a investire perche’ ”anche cosi’ sicollabora alla ripresa”. Sulla riforma della politica usaparole dure: ”Vorrei che questo governo inaugurasse una fasenuova nella vita della Repubblica. Non il canto del cigno diun sistema imploso sulle sue troppe degenerazioni, ma unprimo impegno per la ricostruzione della politica e delnostro modo di percepirci come comunita’. La ricostruzionepero’ puo’ partire solo da un esercizio autentico, nonsimulato, di autocritica. La verita’ e’ che la politica hacommesso troppi errori. Si e’ erosa, giorno dopo giorno, lacredibilita’ della politica e delle istituzioni, vittime diun presentismo – vale a dire dell’ossessione del consensoimmediato – che ha bloccato il Paese”. Le riforme annunciate vanno dalla nuova legge elettorale(Letta afferma di privilegiare il Mattarellum) alla fine delbicameralismo perfetto (”sostituito da una Camera delleautonomie”) fino all’abolizione delle Province eall’abolizione del rimborso ai partiti (apertura fatta allerichieste del M5S). Il compito di precisare le riformeistituzionali e’ affidato tuttavia alla Convenzione, che sidovra’ costituire per lavorare in parallelo all’attivita’ digoverno. Sulla forma di governo annuncia riforme”coraggiose, rifiutando misure cosmetiche e respingendo ipregiudizi del passato”: una apertura di creditoall’elezione diretta del Presidente della Repubblica,accompagnata dal doppio turno alla francese per l’elezionedei parlamentari, quindi l’abbandono dello stessoMattarellum?.

Letta usa alcune metafore: ”L’altra grande risorsa e’l’Italia stessa. Bellezza senza navigatore. La nostratendenza all’autocommiserazione e’ pari solo all’ammirazioneche l’Italia suscita all’estero. Molti stranieri voglionobagnarsi nei nostri mari, visitare le nostre citta’, mangiaree vestire italiano. L’Italia e il made in Italy sono lenostre migliori ricchezze. E’ per questo che uno dei primiatti del Governo sara’ quello di nominare il Commissariounico per l’Expo, una grande occasione che non dobbiamomancare. A questo fine nei prossimi giorni saro’ a Milano apresentare il decreto per partire per l’ultimo miglio diquesto evento strategico”.

Basta quindi con l’autocommiserazione. Infine, chiude con unacitazione della Bibbia che serve a spiegare l’eccezionalita’dell’alleanza che sorregge questo governo appena formatosi:”In questi giorni ho pensato al personaggio biblico diDavide. Come lui, con lui, siamo nella valle di Elah, inattesa di affrontare Golia. Nella valle delle nostre paure difronte a sfide che appaiono gigantesche. Anche la sfida dimetterci insieme per affrontarle. Come Davide in quellavalle, dobbiamo spogliarci della spada e dell’armatura che inquesti anni abbiamo indossato e che ora ciappesantirebbero”. Chiusura d’obbligo: ”Il coraggio di affrontare la sfidaliberandoci dell’armatura, forse lo abbiamo trovato. Lafiducia e’ quella che chiediamo al Parlamento e agliitaliani”. Affinche’ tutti possano mettersi al servizio delPaese, per riformarlo e ”non allungare l’agonia dellaSeconda repubblica”. Insomma, rimarca nella replica chefornisce all’Aula al termine del dibattito, ”questa sia lelegislatura della Terza repubblica”.

Per fare tutto quello di cui ha parlato, Letta ha parlatodi aver bisogno di almeno 18 mesi, quelli necessari alleriforme costituzionali. Ma l’abbrivio di oggi fa pensareall’ambizione di una piu’ lunga durata.

gar/vlm

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