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Venerdì 26 aprile 2013 - 20:21

Governo: tiro alla fune sui ministri. Letta vicinissimo a Palazzo Chigi

(ASCA) – Roma, 26 apr – Barometro sul bello per le chanche del governo Letta, nonostante la giornata dal clima autunnale. Il presidente incaricato sta limando la lista dei ministri. Stamattina si e’ recato al Quirinale, dove ha incontrato per due ore il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale ha riferito l’andamento del suo tentativo. Successivamente si e’ riunito con Mario Monti a Palazzo Chigi. Non si e’ trattato di visite di cortesia. A Napolitano deve aver chiesto di intervenire con la sua autorevolezza perche’ fossero superati i veti contrapposti tra Pdl e Pd su alcuni nomi di potenziali ministri e sottosegretari. Con il premier uscente deve aver valutato la possibilita’ di ereditare nella compagine del governo che sta per nascere qualche esponente dell’esecutivo uscente. Per esempio, Anna Maria Cancellieri, che potrebbe restare al Viminale. Ma forse si e’ discusso pure dell’eventualita’ di affidare o meno proprio a Monti la Fanesina. I boatos del Transatlantico di Montecitorio fanno sapere pero’ che Letta avrebbe escluso tra i ministri ex premier come Massimo D’Alema, Giuliano Amato e lo stesso Monti, per la banale considerazione non si sarebbe piu’ parlato di ”governo Letta” ma di ”governo di ex premier”. Il presidente incaricato punta a caratterizzare il suo esecutivo anche per le novita’ della compagine, non solo per il miracolo politico-programmatico di mettere d’accordo Pd e Pdl: quindi preferirebbe una eta’ media under 50 e volti che non abbiano gia’ ricoperto incarichi ministeriali. Letta, su questo punto, potrebbe spuntarla solo in parte: il Pdl continua a premere perche’ Renato Brunetta, oltre ad Angelino Alfano, siano propri rappresentanti nel governo. Sembrano in ribasso, su questo versante, le quotazioni di Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, mentre sarebbero in rialzo quelle di Beatrice Lorenzin. Sul fronte Pd, crescono le possibilita’ di Sergio Chiamparino (Sviluppo economico), Ermete Realacci (Ambiente) e Graziano Delrio (Coesione territoriale): gli ultimi due sono renziani doc. Non si sarebbe ancora risolto il rebus del nome di chi andra’ a occupare la casella di Guardasigilli, questione cara al Pdl: sara’ confermata Paola Severino, che pure vorrebbe lasciare il dicastero per tornare a dirigere il suo prestigioso studio di avvocato? Spunta anche l’ipotesi Michele Vietti, attuale vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, non sgradito al Pdl. Sul nodo Imu, di cui il Pdl chiede la restituzione per quanto pagato l’anno scorso e l’abolizione d’ora in poi, l’accordo si troverebbe a meta’ strada: abolizione fino a un tetto intorno ai 1.000 euro. Per gli Esteri, si vocifera del possibile ritorno di Franco Frattini, che potrebbe in subordine andare alla Difesa. In casa Pdl, c’e’ da registrare il vertice fiume a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e i big del partito. Berlusconi proverebbe ancora a stoppare la candidatura di un esponente della Banca d’Italia al ministero dell’Economia. Oggi Napolitano ha incontrato Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia. Si sara’ discusso della possibilita’ che Fabrizio Saccomanni, direttore generale di Bankitalia, possa diventare ministro? L’equilibrio da trovare sulla composizione dei ministri non e’ facile. Se il pendolo oscilla privilegiando un criterio, subito la parte interessata chiede che il pendolo cambi direzione. Questa logica potrebbe alla fine bocciare definitivamente il tentativo di riproporre D’Alema agli Esteri. Quello che sembra certo, salvo clamorose sorprese, e’ che domani mattina Letta risalira’ sul Colle con la lista dei ministri concordata con Pdl, Pd e Scelta Civica, da sottoporre a Napolitano. Il giuramento di premier e ministri potrebbe tenersi a quel punto a meta’ pomeriggio. Camera e Senato sono allertati rispettivamente per lunedi’ (seduta fissata alle 14) e martedi’, causa dibattito e voto di fiducia. gar/vlm

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