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Mercoledì 24 aprile 2013 - 17:11

Lega Nord: Gip Milano, yacht a Riccardo Bossi con soldi del partito

(ASCA) – Milano, 24 apr – In carcere ci finisce l’ex tesoriere Francesco Belsito, ma i nuovi sviluppi dell’inchiesta condotta dalla Procura di Milano sui fondi nazionali della Lega Nord mettono nei guai soprattutto Umberto Bossi. A chiamare in causa il fondatore del Carroccio, che ha lasciato la segreteria a Roberto Maroni proprio per lo scandalo degli investimenti in Tanzania e delle risorse del partito dilapidate dai suoi familiari, e’ ancora una volta uno dei suoi figli: Riccardo, gia’ destinatario insieme al fratello minore Renzo ‘Trota’ di un avviso di garanzia per appropriazione indebita di risorse provenienti dai rimborsi elettorali del partito. Dall’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Belsito emerge infatti che il primogenito del Senatur (nato nel 1979 dal matrimonio di Bossi con prima moglie Gigliola Guidali) avrebbe acquistato uno yacht – valore 2,5 milioni di euro – con soldi destinati al partito. Secondo il gip di Milano, Gianfranco Crescione, Riccardo Bossi avrebbe acquistato questa imbarcazione di lusso ”avvalendosi di un prestanome, grazie a un’appropriazione indebita di Belsito”. Molto, se non tutto di questa storia, ruota attorno all’ex tesoriere, gia’ espulso dal partito dopo lo scandalo dei diamanti e degli investimenti in Tanzania. Il procuratore aggiunto Alfredo Robledo, insieme ai pm Paolo Filippini e Roberto Pellicano, hanno chiesto di arrestarlo a ottobre scorso. Ma la firma del gip sull’ordinanza di custodia cautelare e’ arrivata solo oggi. In manette sono finiti anche l’imprenditore Veneto Stefano Bonet (uno dei personaggi chiave negli investimenti effettuati in Tanzania con soldi del partito) e il procacciatore d’affari Romolo Girardelli (personaggio noto agli inquirenti della Procura di Reggio Calabria per presunti rapporti con esponenti di primo piano della ‘ndragheta reggina). Un quarto uomo, Stefano Lombardelli, si e’ sottratto all’arresto ed e’ al momento ricercato. Quattro persone, chiarisce il gip Crescione nell’ordinanza di custodia cautelare, che ”si associavano tra loro allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti di appropriazione indebita, riciclaggio e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, costituendo un’organizzazione stabile”. Un’organizzazione a delinquere promossa proprio da Belsito e Bonet che tra l’altro sarebbero i protagonisti di una maxi-truffa ai danni della Lega Nord quantificata dai magistrati in 8 milioni di euro. ”Da tesoriere – si legge ancora nel provvedimento – Belsito ha tentato di depredare il patrimonio della Lega” e ”ha interpretato il suo ruolo di uomo politico con l’unica finalita’ di approfittare delle opportunita’ che tale qualifica gli offriva”. fcz/mau

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