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Lunedì 22 aprile 2013 - 11:51

Quirinale: Grillo, con Napolitano bis la Repubblica e’ morta

(ASCA) – Roma, 22 apr – ”Una mattina di aprile triste, un silenzio strano. Quella poca gente che si vede in giro nelle citta’ la domenica mattina non sorride e tira dritto. Ti senti come il giorno dopo la scomparsa di una persona cara. Quella indefinibile mancanza che provi dentro, che non riesci ad accettare e che sai ti accompagnera’ troppo a lungo. La Repubblica, quella che si dice democratica e fondata sul lavoro, ieri e’ morta”. Lo scrive il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe grillo, in un post dal titolo ‘Blue Sunday’ pubblicato sul suo blog. ”Pensi al sorriso raggiante di Berlusconi in Parlamento, risplendente come il sole di mezzogiorno, dopo la nomina di Napolitano, e ti domandi come e’ possibile tutto questo, pensi ai processi di Berlusconi, a MPS, alle telefonate di Mancino, ai saggi e alle loro indicazioni per proteggere la casta. Sai che alcuni di loro diventeranno ministri. Ti viene lo sconforto. Tutto – ha sottolineato Grillo – era stato predisposto con cura. Un governissimo, le sue ‘agende’ Monti e Napolitano, persino il nome del primo ministro, Enrico Letta o Giuliano Amato, e un presidente Lord protettore dei partiti. Uno tra Amato, D’Alema o Marini avrebbe dovuto essere l’eletto. Rodota’ ha rovinato i giochi”. Dunque ”ecco il piano B con il rientro di Napolitano che fino al giorno prima aveva strenuamente affermato che non si sarebbe ricandidato. E di notte, in poche ore (minuti?) si e’ deciso (ratificato?) il presidente della Repubblica e la squadra di governo. Chiamala, se vuoi, democrazia. L’Italia ha perso e, non so perche’, mi viene in mente il pianto disperato di Baresi dopo la finale persa ai rigori con il Brasile nel 1994. Il MoVimento 5 Stellle e’ diventato l’unica opposizione, l’unico possibile cambiamento”. Secondo il comico genovese ”il Partito Unico si e’ mostrato nella sua vera luce. Noi o loro, ora la scelta e’ semplice. Coloro che oggi sono designati al comando della Nazione sono i responsabili della sua distruzione. Governano da vent’anni. Per dignita’ dovrebbero andarsene, come avviene negli altri Stati. Chi sbaglia paga. E chi persevera paga doppiamente. Entro alcuni mesi l’economia presentera’ il conto finale e sara’ amarissimo. Dopo, pero’, ci aspetta una nuova Italia”. brm/sam/bra

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