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Sabato 20 aprile 2013 - 20:04

Quirinale: Napolitano si migliora, resiste record Pertini con 832 voti

(ASCA) – Roma, 20 apr – Giorgio Napolitano e’ il dodicesimo Presidente della Repubblica italiana. E’ l’unico nella storia repubblicana del nostro Paese a succedere a se stesso. Viene eletto al sesto scrutinio, con 738 voti rispetto ai 997 votanti e alle 504 schede richieste per superare la soglia della maggioranza assoluta dell’assemblea. La precedente elezione risale al 10 maggio 2006: allora al 4* scrutinio venne eletto con 543 voti a favore, rispetto ai 990 votanti e ai 505 della maggioranza assoluta: 347 le schede bianche, quelle del Pdl che non lo voto’. Oggi e’ proprio a lui che il vertice del Popolo delle liberta’ si e’ rivolto perche restasse e svolgesse quel ruolo di interlocutore e di garante che appariva dissolto dalle contrastate votazioni che avevano affossato i due candidati del centrosinistra, prima Franco Marini e poi Romano Prodi. Ma se Napolitano risulta il presidente politicamente piu’ attivo, quello a cui i partiti, per superare le loro impasse, si sono piu’ volte rivolti, non e’ quello piu’ votato. La ‘palma’ sotto questo profilo spetta a Sandro Pertini, che l’8 luglio 1978 venne eletto al 16* scrutinio con 832 preferenze sulle 506 richieste per raggiungere la maggioranza assoluta e 995 votanti. A Francesco Cossiga e a Carlo Azeglio Ciampi spetta invece il primato per essere stati eletti presidente al primo scrutinio. Francesco Cossiga, il 25 giugno 1985 venne eletto con 752 preferenze su 977 votanti. 141 le schede bianche. Ciampi il 13 maggio 1999 venne eletto con 707 voti su 990 (674 la soglia della maggioranza assoluta). L’elezione piu’ farraginosa fu quella di Giovanni Leone, che il 24 dicembre 1971 venne eletto presidente con 518 preferenze rispetto alla maggioranza assoluta di 505 voti, ma solo al 23* scrutinio. E con alle spalle Pietro Nenni con 408 voti. Era il segno dei tempi: anche Giuseppe Saragat, il suo predecessore, fu eletto al 21* scrutinio con 646 preferenze rispetto alle 482 richieste per raggiungere la maggioranza assoluta e 927 votanti. Per eleggere Pertini, suo successore, occorsero 16 scrutini. Per il resto occorsero 4 scrutini per eleggere Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi e, come detto, Napolitano al primo mandato. Il presidente eletto con il minor numero di preferenze infine fu Antonio Segni, che il 6 maggio 1962 venne eletto con 443 voti su 842 votanti, tallonato da Giuseppe Saragat a quota 334. njb/vlm

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