Header Top
Logo
Giovedì 22 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Quirinale: Marini resta in campo. I pro e i contro di D’Alema e Prodi

colonna Sinistra
Giovedì 18 aprile 2013 - 18:22

Quirinale: Marini resta in campo. I pro e i contro di D’Alema e Prodi

(ASCA) – Roma, 18 par – Nel Pd serata dedicata alle riunionidi corrente e agli incontri ufficiali tra il segretario PierLuigi Bersani e alcuni esponenti del Pd. Matteo Renzi,invece, potrebbe arrivare domani mattina a Roma (lacinquantina di parlamentari renziani si sono divisi questamattina tra il voto a Sergio Chiamparino e le schedebianche). Intanto c’e’ chi, come Michele Emiliano, sindaco diBari, chiede le dimissioni del segretario: ”Ho chiesto aBersani e alla segreteria del Pd di dimettersi e di lasciareil compito ai gruppi parlamentari di rimettersi in sintoniacon il Paese”. Matteo Richetti, renziano, dice di non essered’accordo con la proposta di Emiliano ”anche se ci sonomolte cose da chiarire”.

La mancata elezione di Marini al primo scrutinio staavendo ripercussioni non prevedibili nel Pd. La tensione e’altissima. I gruppi parlamentari torneranno a riunirsidomani, prima o dopo la terza votazione prevista con inizioalle 10. Un prima complicazione per Bersani (convinto che”una soluzione si trovera”’) e’ che Marini non vuole fareun passo indietro: intende arrivare fino alla quartavotazione, quando e’ sufficiente la maggioranza semplice peressere eletti. Questa soluzione lascia perplessi gli stessibersaniani, in quanto verrebbe interpretata come ostinatatestardaggine nel voler difendere l’accordo con SilvioBerlusconi. La preoccupazione di Bersani e’ che raggiuntol’obiettivo Marini al Quirinale, il giorno dopo potrebbe nonesistere piu’ il Pd. Il segnale lanciato da quasi la meta’dei componenti dei gruppi parlamentari e’ infatti che non sela sentono di obbedire alle indicazioni del segretario.

Complici i messaggi su Facebook, twitter e quelli che vengonodai territori indirizzati ai parlamentari del Pd (quasi tutticontro l’accordo con Berlusconi e su Marini), e’ difficilepensare che il dissenso espresso oggi possa rientrare.

Tra alcuni dirigenti del Pd circola a questo punto laragionevole ipotesi del ”cambio di cavallo”. BocciatoMarini – dicono – si potrebbe provare a lanciare lacandidatura di Massimo D’Alema verificando se da parte delPdl ci sarebbero le stesse garanzie di accordo fornite sulnome dell’ex segretario della Cisl. Questa ipotesi non piacepero’ agli ex Popolari (Dario Franceschini, Beppe Fioroni,Rosy Bindi). ”Cosa avrebbe di piu’ D’Alema rispetto aMarini? Solo il pedigree di non essere mai appartenuto allaDemocrazia cristiana. A questo punto si tratterebbe di puradiscriminazione politica verso gli ex Dc”, dicono inTransatlantico coloro che non sono d’accordo nel lanciare ilnome di D’Alema.

L’ultimo scenario, salvo sorprese notturne, prevede lasoluzione Romano Prodi che pero’ passa dalla rotturadell’accordo Pd-Pdl e dall’avvicinamento della probabile datadi elezioni anticipate. Molti deputati del Pd la pensano comeGuglielmo Epifani, ex segretario della Cgil: ”Il problema e’che qualsiasi tentativo di accordo con il Pdl e’ interpretatofuori dalla Camera come un inciucio”. Alla soluzione Prodipotrebbe contribuire pure Beppe Grillo, qualora StefanoRodota’ – votato oggi dal M5S, da Sel e da molti franchitiratori – rinunciasse alla corsa verso il Colle. A quelpunto il M5S potrebbe indicare il nome di Prodi su cui siritroverebbero con Pd e Sel. ”Quello che non possiamoaccettare – dice un autorevole esponente del Pd – e’ che cichiedano semplicemente di confluire sul nome di Rodota’.

Quest’ultimo ha poi fatto un errore madornale. Accettata laproposta di candidatura di Grillo, avrebbe dovuto dichiararepubblicamente di augurarsi una piu’ ampia convergenza sul suonome e di non sentirsi solo il candidato del M5S”.

gar/vlm

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su