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Mercoledì 17 aprile 2013 - 20:43

Quirinale: accordo vicino Pd-Pdl-Scelta civica, Marini nome condiviso

(ASCA)- Roma, 17 apr – Pier Luigi Bersani, segretario del Pd,ha annunciato in un comunicato che c’e’ intesa con il Pdl peruna soluzione largamente convergente per il Quirinale: ”Mipare che la ricerca di una soluzione ampiamente condivisa siaa buon punto”. Subito dopo, con un passaparola, ha presoforma l’identikit dell’accordo: Franco Marini. Ex segretariodella Cisl, ex esponente della Dc e del Ppi, ex presidentedel Senato, Marini avrebbe ottenuto il placet di SilvioBerlusconi come soluzione per decidere il nuovo inquilino delQuirinale. Ultimo passaggio, forse non soltanto formale,resta l’assemblea dei parlamentari del Pd e di Sel che alle21 prende il via al Teatro Capranica. In questa sede lacinquantina di parlamentari renziani dovrebbero confermare illoro disaccordo per questa soluzione. Lo stesso hannoannunciato di fare i parlamentari di Sel. Nichi Vendola, nelpomeriggio, aveva detto in Sala stampa di Montecitorio cheoccorreva ”prendere sul serio le indicazioni di nomi venutedal M5S”. Pur non facendone il nome, era chiara lapredilezione di Vendola per Stefano Rodota’. Tra le fila, perun breve periodo, dal gruppo bersaniano si e’ fatto trapelareanche il nome di Sergio Mattarella, costituzionalista, exPpi. Un no a Marini potrebbe arrivare anche da giovanideputati piddini, come Beppe Civati, anche se alla fine inumeri, sommando i voti di Pd, Pdl e Scelta civica,potrebbero bastare gia’ alla prima votazione di domanimattina.

In mattinata, a Montecitorio i bookmaker avevano puntatosu Massimo D’Alema. Nel primo pomeriggio il pendolo si e’improvvisamente spostato su Marini che ha pero’ fatto findall’inizio parte del gruppo dei possibili candidati alQuirinale. Dal fronte del Pdl si e’ tornati a insistere sulnome di Marini. E c’e’ chi non esclude che possa essereaddirittura D’Alema a presiedere un ”governo delPresidente”.

L’interpretazione piu’ gettonata dell’eventuale elezione diMarini che circola in Transatlantico e’ quella che la esaltacome primo passo di un ”prossimo governissimo o di ungoverno del Presidente”. Quindi elezioni anticipaterinviate, almeno per un po’. Ritorno alla distensione neirapporti Pd-Pdl sarebbe l’ulteriore passaggio, incurantidelle reazioni del M5S. Beppe Grillo incasserebbe in questocaso la realizzazione della sua profezia: ”Inciucio per ilQuirinale, poi governo Pd-Pdl”. I primi commenti dal Pd parlano di una soluzione che ”hasalvato il partito”. Gli ex Margherita e gli ex PPi nonavrebbero votato D’Alema o Romano Prodi? Tutto sembra decisoper domani, quando alle 10 inizieranno le votazioni per ilCapo dello Stato. Ma resta l’incognita del voto segreto. SeMarini non sara’ eletto al primo scrutinio (672 i voti delquorum), tutti i giochi si potrebbero riaprire.

gar/vlm

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