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Martedì 16 aprile 2013 - 08:44

Quirinale: Berlusconi-Bersani, salta incontro. Posizioni ancora distanti

(ASCA) – Roma, 16 apr – I nomi per il Quirinale su cui si incentra l’interesse della vigilia sono due: Giuliano Amato e Romano Prodi. Il primo e’ gradito al Pdl e potrebbe essere eletto addirittura al primo scrutinio giovedi’ pomeriggio, se ci sara’ l’accordo del Pd. Prodi, invece, e’ il candidato che potrebbe ricevere il consenso del centrosinistra e del M5S in caso di rottura insanabile del dialogo con il centrodestra. Questa seconda scelta, secondo molto esponenti del Pdl, farebbe precipitare la situazione verso le elezioni anticipate. A dimostrazione delle difficolta’ a trovare una soluzione condivisa ci pensa la notizia che smentisce la possibilita’ di un nuovo incontro tra Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani nella giornata di oggi. Secondo alcune indiscrezioni, il faccia a faccia potrebbe svolgersi giovedi’ mattina, poche ore prima del primo scrutinio. E’ invece confermato per oggi l’appuntamento che servira’ a discutere dei candidati per il Quirinale tra i capigruppo del Pd di Senato e Camera, Luigi Zanda e Roberto Speranza, con una delegazione del M5S. Ieri sera c’e’ stato intanto a Parma l’incontro fra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi a margine delle celebrazioni del centenario della nascita di Pietro Barilla presso il Teatro Regio. Il Cavaliere ha rotto il ghiaccio dicendo: ”Ma quanto sei alto”. ”Un metro e 81”, la replica del sindaco di Firenze. Berlusconi dichiara poi al Tg5 sulla possibilita’ di uno scontro elettorale con Renzi: ”Io non ho un modo particolare di accogliere le sfide. Finora ne ho fatte sei, le ho vinte tutte. Penso che oramai ho l’abitudine a vincere”. L’ex premier dimentica di aver perso le elezioni nel 1996 e nel 2006, seppure poi i governi di centrosinistra entrarono in crisi nel 1998 e 2008, quando leader dell’ Ulivo era Prodi. Sul Quirinale, Berlusconi torna a spiegare la posizione del Pdl: ”Mi auguro che si elegga il presidente della Repubblica al primo voto. Ma vedo la situazione ancora assolutamente indeterminata. Aspettiamo indicazioni dal Pd”. Per il Cavaliere dev’esserci un legame tra la scelta per il Quirinale e la formazione di un nuovo governo: ”Noi abbiamo chiarito la nostra posizione sin dal primo giorno successivo alla comunicazione dei risultati elettorali. Siamo a disposizione per collaborare a un governo che possa provvedere a fare quelle leggi che dovrebbero far ripartire da subito l’economia, invertendo la situazione attuale”. Renzi dichiara alle telecamere: ”E’ piu’ facile che Berlusconi si trovi d’ accordo con Bersani che con me. La mia posizione e’ nota: io sono del partito del fare presto. Qualunque sia la soluzione, o si fa un governo in fretta o si va a votare. L’importante e’ chiudere il prima possibile questa fase di incertezza”. Il sindaco di Firenze, che ieri ha bocciato le candidature di Franco Marini e Anna Finocchiaro, aggiunge: ”Bersani ha vinto le primarie. Ha lui l’onore e l’onere di trovare una soluzione”. Sulla voglia di fare presto di Renzi le interpretazioni si dividono a meta’: il sindaco di Firenze sente odore di elezioni anticipate e quindi scende in campo riproponendo la sua guida del centrosinistra; siccome e’ probabile un accordo tra Pd e Pdl per la formazione di un governo, l’outsider di Bersani vuole fare capire che e’ meglio andare al voto. Fa discutere anche quanto detto a Torino da Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del M5S, a proposito di Quirinale: ”Il presidente della Repubblica deve essere super partes, possibilmente non politico, deve rappresentare tutti gli italiani”. Alla domanda se l’elezione del Capo dello Stato sara’ in grado di superare lo stallo per la formazione del nuovo governo, replica: ”Lo vedremo quando avremo il Presidente”. A proposito di Prodi, Casaleggio si limita a dire: ”Noi ci rimettiamo sempre alle decisioni del Movimento, per cui se il Movimento dovesse scegliere Prodi voteremo lui”. Oggi si conoscera’ l’esito delle ”Quirinarie”, il sondaggio sui candidati per il Colle fatto dal M5S via web. Ieri pomeriggio si e’ svolto l’incontro tra Pier Luigi Bersani e Mario Monti sul tema del Quirinale. I due leader hanno convenuto sull’idea di tentare di eleggere un Presidente che possa raccogliere la piu’ larga convergenza di voti. Quanto alle divisioni del Pd, Bersani ironizza: ”Facciamo sempre questo cinema, ma poi decidiamo”. Prende posizione pure Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camera: ”Non siamo disponibili ad aggiungere i nostri nomi su un candidato che spacca il Paese. Il centrodestra deve partecipare all’ elezione del Presidente della Repubblica”. gar/sam/

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