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Lunedì 15 aprile 2013 - 16:10

Quirinale: Gerardo Bianco, essere cattolici non basta. Ma Renzi sbaglia

(ASCA) – Roma 15 apr – Matteo Renzi, in un articolo cheappare oggi su ”Repubblica”, scrive a proposito diQuirinale: ”Torna in queste ore prepotentemente in vogal’espressione: ‘Ci vuole un Presidente cattolico’. Inparticolar modo questa espressione viene richiamata daisostenitori, bipartisan, di Franco Marini”. Ma e’ davverocosi’? L’Asca ne discute con Gerardo Bianco, ex Dc, exsegretario del Partito popolare dal 1995 al 1997, raffinatointellettuale cattolico, poi presidente del Ppi che nonsegui’ nel nuovo soggetto denominato La Margherita.

Attualmente presiede l’Associazione che raggruppa gli exparlamentari e che in questa fase si segnala per alcuniconvegni di interesse (ultimo quello della scorsa settimanasu ”Costituzione e Parlamento”, introdotto da StefanoRodota’).

D. Onorevole Bianco, cosa pensa di quanto afferma Renzi?.

G. Bianco: ”E’ un articolo ben scritto, ineccepibile dalpunto di vista del ragionamento, che parte pero’ da unapremessa completamente sbagliata. Lui ha assolutamenteragione quando afferma che non si puo’ rivendicare lacandidatura al Quirinale in nome del cattolicesimo. Ed haragione anche quando dice che il presidente della Repubblicadeve garantire imparzialita’ e rispetto della Costituzione.

Ma sbaglia a polemizzare in quanto non vi e’ alcuno cheinvoca il cattolicesimo come motivazione per l’elezione aPresidente della Repubblica. La questione e’ completamentediversa e stupisce che sfugga a Renzi, che pure e’ statosegretario del Ppi a Firenze, se non vado errato, durante ilmio mandato di segretario nazionale del partito. Cio’ che e’in gioco non e’ la fede religiosa ma la cultura politicaespressa dai cattolici democratici italiani che hannocontribuito a scrivere la storia italiana del XX secolo. E’questo filone che rischia di essere completamente cancellato,lasciando un vuoto politico-culturale che sarebbe gravissimoe che renderebbe estremamente povera la politica italiana”.

D. Eppure, nel dibattito giornalistico almeno, sembraimporsi la logica dell’alternanza per il Quirinale tra uncattolico e un laico. Andando via il laico Napolitano, sidice, occorre eleggere un cattolico. Questa impostazione hauna legittimita’?.

G. Bianco: ”Non credo che l’alternanza abbia unfondamento. La scelta di un candidato deve rispondere aiprincipii fissati dalla Carta costituzionale che prevedemaggioranze qualificate con personalita’ – sono d’accordo suquesto con Renzi – che abbiano la caratura intellettuale emorale di Giorgio Napolitano. Ma non si puo’ non ritenere cheanche un rappresentante della gloriosa tradizione delpopolarismo di ispirazione cristiana possa costituire ilvalore aggiunto in una politica deprimente come quellaattuale”.

D. Possiamo citare espisodi del passato a suffragio dellasua tesi? La Dc, per esempio, contribuii’ ad eleggerepresidenti cosiddetti laici.

G. Bianco: ”Certo, come la storia insegna, la Dc non haavuto esitazioni a indicare presidenti della Repubblica dialtra tradizione culturale e politica. Basti pensare aGiuseppe Saragat, Sandro Pertini e Carlo Azeglio Ciampi. Seil problema di una personalita’ di formazione cattolica,soprattutto esponente della tradizione del cattolicesimopopolare, viene posta in qualche ambiente – non senzafondamento dopo due presidenze della Repubblica di altraprovenienza – e’ perche’ si pensa possa essere il turno di unrappresentante del filone culturale di ispirazione cristianache, lo ripeto, ha scritto le pagine piu’ imporanti delsecolo scorso”. gar/vlm

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