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Lunedì 8 aprile 2013 - 13:40

Rom: Boldrini incontra delegazione, no pregiudizi, conoscere storia

(ASCA) – Roma, 8 apr – ”Siate orgogliosi della vostra identita’ e appartenenza. Sempre nel rispetto della cultura degli altri, ma con la consapevolezza che avete un patrimonio da far conoscere e da tutelare”. La Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha salutato cosi’ la delegazione di giovani incontrati a Montecitorio in occasione della Giornata Internazionale di Rom e Sinti istituita dall’Onu nel ’79. Otto storie diverse, di famiglie a volte presenti in Italia da secoli, oppure arrivate dopo la tragedia dell’ex Jugoslavia e il crollo del blocco sovietico. Ragazzi orgogliosi della cittadinanza italiana, o in attesa di vedersela riconoscere perche’ fuggiti dalla guerra privi di documenti. Il sogno e’ quello dell’inserimento, di un lavoro. Maintanto la realta’ e’ la vita nei campi-sosta, gli sgomberi forzati, la scuola a singhiozzo. In molti hanno raccontato i disagi estremi di sistemazioni fuori dai centri abitati, in container dove si vive stipati e circondati dal fango. Pamela, 15 anni, ha letto la lettera che ha chiesto a Laura Boldrini di inoltrare al Presidente della Repubblica Napolitano: ”Abito in un campo che e’ un campo di concentramento” – scrive – ”neanche io vorrei avere un’amica che abitasse in un posto cosi’. Spero che tu ci possa aiutare a cambiare vita, a non restare isolati”. Elvis fa il mediatore culturale: due volte alla settimana prende i bambini e li porta a fare attivita’ in un centro culturale: ”E’ bello anche perche’ cosi’ escono dai campi”. Dolores e’ laureata in lettere e aspirante sceneggiatrice. Toni spera di poter fare il cantante, ma intanto vorrebbe lavorare come cuoco. Ad accompagnare i ragazzi all’incontro Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, che ha fatto dono alla Presidente della bandiera verde-celeste dei popoli Rom e Sinti: ”Due le nostre richieste: il riconoscimento tra le minoranze culturali tutelate, visto che per consistenza si tratta della seconda minoranza d’Italia; il superamento del sistema dei mega-campi, a favore di soluzioni piu’ vivibili da concordare con le famiglie”. Boldrini ha sottolineato la grande importanza del lavoro culturale da fare per valorizzare la memoria: ”So quanto affascinante e antica sia la vostra storia, e quanto sia segnata da tragedie e tentativi di sterminio. Bisogna fare di piu’ per farla conoscere, per renderla nota ai giovani; altrimenti prevale il pregiudizio e con esso la discriminazione”. com-ceg/sam/ss

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