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Giovedì 4 aprile 2013 - 16:35

Energia: Svimez, al sud il 66% delle rinnovabili

(ASCA) – Roma, 4 apr – Il Sud e’ l’area del Paese con ilmaggior potenziale di energie rinnovabili: in base agliultimi dati disponibili del 2010 il 66% della produzione dienergia verde si concentra nel Mezzogiorno, rispetto al 34%del Centro-Nord, con la Puglia che concorre per il 18,6% altotale nazionale. E’ quanto e’ emerso oggi dalla relazionedel Direttore della SVIMEZ Riccardo Padovani nel corso deldibattito che si e’ tenuto oggi all’Unione Industriali diNapoli ”Energie rinnovabili e territorio” sulla base delRapporto SRM-SVIMEZ.

Per questo – per la Svimez – occorre puntare sullerinnovabili e la geotermia in particolare per promuoverel’autosufficienza energetica del Paese, abbattere i costienergetici delle aziende italiane e meridionali, tuttorasuperiori alla media europea, e integrare le politicheenergetiche con i paesi mediterranei.

In base agli ultimi dati disponibili del 2010 laproduzione di energia da fonti rinnovabili al netto diidraulica e geotermia e’ concentrata per il 66% nelMezzogiorno rispetto al 34% del Centro-Nord. Tra le regionimeridionali la Puglia spicca con il 18,6% della produzionenazionale, e la fa da padrona soprattutto nel solare (21,7%),eolico (23,1%, appena dietro la Sicilia, a 24,2%) ebioenergie (13,8%, seguita dalla Campania con l’8,8%).

Il tasso di dipendenza energetica dell’Italia – si leggenella relazione – cioe’ il (rapporto tra saldo import/exportdi energia e il consumo lordo, e’ l’81%, contro una mediadell’Ue a 27 del 53,8% (con la Gran Bretagna al 36% e laFrancia al 48,9%). Il nostro mix energetico e’ inoltre molto piu’ sbilanciatoverso le fonti piu’ costose (il 54% dell’elettricita’nazionale proviene dal gas naturale, contro una media Ue del22%, e il 10% dal petrolio, contro una media Ue del 3%).

I costi dell’energia elettrica sostenuti dalle impreseitaliane sono molto piu’ alti della media Ue. Un’azienda delSud paga 1.547 euro all’anno in piu’ rispetto alla media Ue,pari allo 0,6% del valore aggiunto, contro lo 0,58%dell’Italia. In altri termini le aziende italiane paganoquasi 8 miliardi in piu’ di quelle europee all’anno.

Tra le regioni del Sud le aziende che pagano l’energia acosti piu’ elevati sono soprattutto le sarde, con 2.708 eurol’anno, pari all’1% del valore aggiunto, seguite dalle lucane(2.011 euro), abruzzesi (1.739 euro), pugliesi (1.720 euro),molisane (1.698), siciliane (1.586). Costi relativamente piu’contenuti per le aziende calabresi (954 euro all’anno).

Sul fronte delle rinnovabili una strada fondamentale dabattere e’ lo sviluppo della geotermia, utilizzataattualmente in Italia solo in Toscana, con 33 impianti. Learee italiane con la maggiore ricchezza geotermica si trovanoproprio nel Mezzogiorno, lungo il Tirreno meridionale, inCampania, Sicilia, in un’enorme area off shore che va dallecoste campane alle Isole Eolie e, in misura minore, inSardegna e in Puglia. L’energia geotermica presenta il piu’alto potenziale di sviluppo (pari a livello mondiale a circatre volte piu’ del solare e dieci volte piu’ dell’eolico) epuo’ offrire, diversamente dalle altre fonti rinnovabili, unaproduzione continua e costante, una elevata versatilita’ didimensione di impianto. Last but not least, le tecnologie diutilizzo industriale italiane sono estremamente competitive,quindi pronte a essere valorizzate. Un adeguato supportodello Stato a sostegno degli investimenti necessari nel lungoperiodo sarebbe particolarmente redditizio.

In questo senso, secondo il Direttore Riccardo Padovani e”’immotivata” la scelta di ignorare la geotermia dalla”Strategia energetica nazionale”, il piano energeticonazionale emanato lo scorso marzo 2013 dai Ministeri delloSviluppo Economico e dell’Ambiente.

Per la Svimez l’espansione delle rinnovabili contribuisce;da un lato, a tagliare il costo dell’energia per le impresee, dall’altro, aumenta la competitivita’ delle stesse,favorendo l’innovazione nell’industria manifatturiera disettore, attualmente assente nei segmenti della filiera apiu’ alto valore aggiunto. Puntare sul Sud per la crescita delle rinnovabili non e’cruciale solo per lo sviluppo economico del Mezzogiorno, mapuo’ rappresentare l’occasione per mettere a sistemal’interesse dell’area con quello dell’intero Paese. Inparticolare, il Sud si presenta centrale come snodo diinterscambio energetico nel Mediterraneo, in vista anchedell’espansione della domanda energetica dei Paesi dellasponda Sud del Mediterraneo, con cui e’ necessariointraprendere la strada della cooperazione e integrazioneenergetica.

red/glr

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