Header Top
Logo
Venerdì 23 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Parlamento: nomi e trattative, avvio di legislatura tra i tormenti Pd

colonna Sinistra
Venerdì 15 marzo 2013 - 20:38

Parlamento: nomi e trattative, avvio di legislatura tra i tormenti Pd

(ASCA)- Roma, 15 mar – Le procedure per l’elezione deipresidenti di Camera e Senato si stanno complicando piu’ delprevisto. La scommessa fatta da Pier Luigi Bersani si starivelando infruttuosa. Il segretario del Pd aveva invitato isuoi parlamentari a votare scheda bianca nelle due Camerecome segno di buona volonta’ nei confronti del Movimento 5Stelle. Cosi’ e’ accaduto nelle prime tre votazioni allaCamera e nelle prime due al Senato. Ma dai grillini non e’venuto nessun segnale di disponibilita’ al dialogo: in modoautistico, hanno votato i loro candidati. A questo puntotocca a Bersani fare un’ulteriore mossa perche’ ieri,nell’incontrare i parlamentari del Pd, si era impegnato afare un’ulteriore proposta nel caso la scelta delle schedebianche non avesse partorito novita’. Cosa proporra’ adeputati e senatori, dopo aver patito oggi una sconfitta?.

A un certo punto sembrava che la situazione si fossesbloccata. Dario Franceschini, da tempo indicato per loscranno piu’ alto della Camera, diventava il candidatonaturale per Montecitorio a nome del Pd. Al Senato letrattative indicavano il possibile presidente in MarioMonti.

Lo stesso Monti dava la sua disponibilita’ in questo senso -gli osservatori l’hanno interpretata anche come unriposizionamento in vista delle elezioni per il Quirinale -anche se non mancano di certo obiezioni di carattereistituzionali. Il dubbio e’ semplice: potrebbe Montiaccomunare su di se’ i tre ruoli di premier, presidente delSenato e senatore a vita? Sull’ultimo non ci sono particolariobiezioni, essendoci il precedente di Amintore Fanfani (fupresidente di palazzo Madama pur essendo senatore a vita), masui primi due sorge il rovello dell’incompatibilita’. Seeletto presidente del Senato, Monti dovrebbe dimettersi dapremier facendo sorgere una nuova emergenza in un quadropolitico gia’ turbolento e incerto.

Il possibile stop a Monti riazzerava i piani del Pd.

Iniziava a farsi strada nel pomeriggio l’idea che al Senatopotesse essere eletta Anna Finocchiaro, presidente uscentedei senatori del Pd, mentre la Camera poteva essere affidataa un montiano (Renato Balduzzi?). Andrea Olivero, neosenatore montiano, ex presidente delle Acli, ci tiene pero’ aprecisare che ”per noi il nome che rappresenta un coagulo diforze e’ solo Monti”. La Lega Nord auspicava l’elezione diFinocchiaro a condizione pero’ di un accordo che prevedessecome presidente di Montecitorio un esponente del Pdl(Maurizio Lupi?).

In questo gia’ difficile puzzle sono immediatamentespuntati i problemi tra le varie componenti e correnti delPd. La scricchiolante leadership di Bersani puo’ permettersiil lusso di sacrificare la candidatura di Franceschini, capodi una di queste componenti (gli ex popolari), che potrebbepresto – insieme alla minicorrente di Beppe Fioroni e aiveltroniani – convergere sull’area che fa capo a Matteo Renziche in questa legislatura appena avviata conta in partenza suuna cinquantina di parlamentari? Quella dei renziani e’l’altra novita’ della giornata. Si sono mossi in mododisciplinato nelle varie votazioni secondo le indicazioni diBersani ma hanno iniziato a emettere comunicati con ledizioni ”senatori renziani”, ”deputati renziani”. Echissa’ che si sono detti in un improvvisato summit a treBersani, Letta e Franceschini a Montecitorio. E’ indubbiamente Bersani il leader che esce piu’ stressatodalla giornata di oggi: dai grillini nessun segnale di fumo,difficolta’ alla soluzione Monti per il Senato, Franceschiniche punta i piedi sulla sua candidatura a presidente dellaCamera. E sempre a lui tocca fare una proposta finale aiparlamentari in una riunione ufficiale che si terra’ domanimattina. Sono alcuni dei viatici che potrebbero vedere la sualeadership alla fine ancora piu’ indebolita dopo la sconfittasubita nelle recenti elezioni. E sullo sfondo c’e’ dasuperare pure l’ostacolo dell’eventuale incarico per formareil governo che Bersani continua a ipotizzare per se’ da partedel Capo dello Stato. Se quell’incarico dovesse essere o soloesplorativo o addirittura non dovesse esserci a scapito di un”governo del presidente”, potrebbe aprirsi ufficialmente lafase del post Bersani al vertice del Pd con tempi disuccessione o congressuali o da stabilire in nuove primarie.

gar/vlm

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su