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Venerdì 15 marzo 2013 - 13:31

Corruzione: Consiglio forense, tante ombre da nuove norme di contrasto

(ASCA) – Roma, 15 mar – Tante ombre e poche luci dalle nuovenorme anticorruzione. Difetti di tipizzazione rendonodifficile la prova del fatto illecito con la conseguenza chel’obiettivo a cui mirava il legislatore e’ tradito. E’ quantoe’ emerso oggi nella sessione tematica, coordinata dalconsigliere segretario Andrea Mascherin, dedicata al tema Ireati contro la pubblica amministrazione dopo la riforma: ‘lenuove fattispecie del delitto di corruzione’, organizzatanell’ambito dell’VIII Congresso giuridico-forense perl’aggiornamento professionale che ha raccolto al ComplessoMonumentale di Santo Spirito in Sassia oltre 2300 avvocatifino a domani. Lo comunica una nota del Consiglio NazionaleForense. Nelle relazioni scientifiche, informa la nota, sono emersele ombre di una legislazione che appare ‘simbolica’ con unintento ‘moralizzatore’ piuttosto che con l’obiettivo digarantire una reale ed efficace contrasto alla corruzione. Roberto Rampioni, ordinario di diritto penale a TorVergata, ha proprio evidenziato tale ‘stortura’: ”Tutte lenovita’ del penale si sono concentrate nelle fattispeciericonducibili al soggetto privato. Poco o nulla e’ statofatto sul piano dell’introduzione di nuove fattispecie conriguardo alla pubblica amministrazione. L’aver dato aldiritto penale quasi una valenza moralizzatrice e’ statosicuramente un tentativo maldestro che introduce unapericolosa discrezionalita’ dei giudici sul pianointerpretativo”. Francesco Iacoviello, sostituto procuratore generalepresso la Corte di Cassazione, ha tacciato le norme cheriguardano i delitti di corruzione, di avere una impronta’illiberale’: ”La pubblica accusa rischia di non poterprovare il fatto illecito; e, sull’altro versante, la difesadi non poter provare l’innocenza.Con l’aumento della discrezionalita’ riconosciuta algiudice”. Alberto Gargani, ordinario di diritto penaleall’Universita’ di Pisa, pur esprimendo un giudizio menotranchant in relazione alla necessita’ di por mano allamateria, ha ritenuto che comunque l’effetto sia quello di una”difficile gestione processuale. Il nostro sistema penalesta vivendo un periodo di transizione, di passaggio, il cuiil concetto di corruzione assume confini sempre piu’ ambiguie ibridi”.

com/rus

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