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Giovedì 14 marzo 2013 - 11:44

Federalismo: Svimez, in 15 anni solo 0,3% pil ad aree depresse

(ASCA) – Roma, 14 mar – In quindici anni, dal 1995 al 2010,la Germania ha destinato alle aree depresse (i Landerorientali) lo 0,8% medio annuo del Pil, pari a 277 miliardidi euro. Nello stesso periodo il Fas italiano ha erogato allearee depresse italiane, soprattutto ma non esclusivamentemeridionali, una cifra oltre quattro volte inferiore, 65miliardi, pari allo 0,3% medio annuo del Pil. ”I tedeschi ciinsegnano che per rilanciare la crescita nazionale occorredestinare risorse proprio alle aree depresse, portando avantistrategie di politica economica regionale nell’interessedello sviluppo generale, e non puntare esclusivamente sulleRegioni piu’ ricche conferendo loro maggiori autonomia dispesa ed entrate. In questo modo si spacca il paese”.

E’ quanto emerge dallo studio ”Il sistema di perequazionefiscale in Germania e gli effetti sulla riduzione deidivari”di Gaetano Stornaiuolo pubblicato sull’ultimo numerodella Rivista Economica del Mezzogiorno, trimestrale dellaSvimez diretto da Riccardo Padovani.

Condotto su dati statistici federali e regionali tedeschi, aoltre vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, lo studioprende in esame i costi dell’unificazione tedesca analizzandogli effetti delle politiche di sviluppo, la tipologia el’entita’ dei trasferimenti finanziari erogati per lariduzione dei divari tra Est e Ovest.

La Germania: federalismo cooperativo – La sfida delleistituzioni, si legge nello studio, e’ combinare l’esigenzadi autonomia finanziaria territoriale con il diritto di tuttii cittadini a ricevere servizi pubblici standard adeguati. Inun Paese dalla forte tradizione federalista come la Germania,la scelta e’ stata chiara: le politiche regionali e itrasferimenti finanziari sono stati erogati soprattutto dalloStato centrale ai Lander orientali nell’interesse dellosviluppo economico dell’intero Paese, ”poiche’ si ritieneche una crescita economica regionale non adeguata possa allafine minacciare la stabilita’ di tutta l’economia”.

L’Italia: quale federalismo? – Non cosi’ in Italia. Secondoil pensiero prevalente nel dibattito politico in questiultimi anni il federalismo dovrebbe assumere come modello difinanziamento delle principali funzioni legate allo sviluppoeconomico delle Regioni un meccanismo di ripartizione dellerisorse erariali direttamente proporzionale alla capacita’fiscale di ciascuna Regione, a scapito degli obiettivi diequita’ tra le persone e di solidarieta’ tra i territori.

Secondo questo approccio il federalismo dovrebbe condurre a”ridurre o rinviare le politiche di intervento a favoredello sviluppo delle aree arretrate del Paese” affidando ilruolo di traino nazionale alle Regioni-locomotiva, senzascommettere sul Sud perche’ ”i flussi finanziari sono statisenza ritorni economici”. Secondo la Svimez cio’ che serve, invece, e’ il coraggiopolitico di scegliere di ridurre i divari territoriali nonsolo con trasferimenti a favore dei servizi essenziali, maanche con interventi a sostegno dello sviluppo proprio nellearee depresse in ritardo del Mezzogiorno, che possonogarantire maggiori potenzialita’ di crescita non solo alMezzogiorno stesso ma all’intero Paese. rus

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