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Mercoledì 13 marzo 2013 - 12:44

Ue: Parlamento boccia proposta di budget pluriennale

(ASCA) – Bruxelles, 13 mar – Il Parlamento europeo ha bocciato la bozza di bilancio pluriennale adottata a inizio febbraio dai capi di Stato e di governo. I deputati europei riuniti in sessione plenaria a Strasburgo hanno approvato a larga maggioranza l’emendamento che chiedeva di rinegoziare il budget settennale dell’Ue. Al presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, e’ stato dato mandato di negoziare nuovamente con il Consiglio europeo. ”Il Consiglio ha pensato solo ai soldi, per noi – spiega lo stesso Schulz in conferenza stampa – serve prima l’impianto politico dell’accordo, poi la struttura delle spese e infine i fondi”. La risoluzione – redatta dai capigruppo di Ppe, S&D, Alde, Verdi e Gue – e’ stato approvato con 506 voti a favore, 161 voti contrari e 23 astenuti. Nel testo si sottolinea ”la gravita”’ del crescente problema della carenza di fondi per effettuare i pagamenti. Una situazione che a detta dei deputati europei ”mette a repentaglio” il funzionamento di una serie di programmi comunitari, quali Erasmus, il Programma quadro di ricerca e il Fondo sociale, a corto di fondi dall’inizio dell’anno. C’e’ poi un altro aspetto che non piace al Parlamento europeo. Come spiega Schulz, ”la parola d’ordine deve essere ‘non vogliamo un’Europa del deficit”’. Il Parlamento insiste infatti col ribadire che la questione delle fatture non pagate dal 2012 deve essere regolata prima della conclusione dei negoziati sul nuovo quadro finanziario pluriennale, e in tal senso chiede che il Consiglio Ue s’impegni formalmente a pagare nel 2013 tutte le fatture in scadenza, in modo da evitare di trasferire il deficit nel nuovo budget settennale. La risoluzione approvata da’ inoltre un mandato negoziale per assicurare maggiore flessibilita’: si vuole da una parte un uso efficiente dei soldi e si vuole, dall’altra, una revisione di medio termine del budget 2014-2020. Cio’ per per ”dare al nuovo Parlamento e alla nuova Commissione, che entreranno in carica dopo le elezioni europee dell’anno prossimo, l’opportunita’ di modificare i bilanci che erediteranno”. Infine si vuole negoziare un sistema di ‘risorse proprie’ (tutte le disponibilita’ economiche non provenienti dagli Stati membri). bne/mau

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