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Mercoledì 13 marzo 2013 - 14:50

Governo: Serracchiani, Fvg patisce assenza di un interlocutore a Roma

(ASCA) – Trieste, 13 mar – ”L’Italia ha bisogno di unGoverno che si metta al lavoro presto e bene. Questa e’ unanecessita’ anche per il Friuli Venezia Giulia, che patisce inmodo particolare l’assenza di un interlocutore saldo eaffidabile a Roma”. Lo afferma la candidata alla presidenzadel Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani (Pd), dandonotizia di aver sottoscritto l’appello ”Facciamolo!”,promosso da Michele Serra insieme a Roberto Benigni, donLuigi Ciotti, Oscar Farinetti, don Andrea Gallo, LorenzoJovanotti, Carlo Petrini, Roberto Saviano, Salvatore Settis eBarbara Spinelli.

”Tra poco la nostra Regione avra’ un nuovo Presidente euna nuova Giunta – prosegue Serracchiani – che dovrannofronteggiare terribili tagli di bilancio e, oltre ai problemisociali che gia’ ci sono, quelli peggiori che si profilano senon faremo nulla. Patto di stabilita’, infrastrutture,ridiscussione delle compartecipazioni e delle competenze:sono solo alcuni dei nodi che dobbiamo aggredire il primapossibile. Senza Governo non si puo’. E non si puo’ nemmenocominciare a discutere concretamente dei temi su cui insisteanche lo stesso M5S, quali le urgenze sul fronte sociale edel lavoro, la moralita’ nella vita pubblica o il sostegnoalla scuola e ricerca. Anche nel mio programma per il Fvg -puntualizza – ci sono un dettagliato taglio ai costi dellapolitica e il reddito di cittadinanza, introdotto dalcentrosinistra e abolito da Tondo, su cui spero potremodiscutere assieme in Consiglio regionale”.

”Per questo – spiega Serracchiani – ho aderito anch’ioall’appello ‘Facciamolo!’, che chiede di rispondere con ungoverno di alto profilo alle speranze di cambiamento espressedai cittadini. Ho aderito per rafforzare la richiesta di unatto di responsabilita’ da parte di tutti ma in primo luogoda parte del M5S, a cominciare dai suoi eletti in FriuliVenezia Giulia. Perche’ l’ipotesi di un Governo con scadenzaa brevissimo termine, e conseguente ritorno alle urne magarifra sei mesi, deve riempire di preoccupazione ognuno di noi.

E io – conclude – non posso credere che alle concrete estringenti necessita’ delle famiglie e delle imprese sivogliano anteporre i dogmi di un capo partito”.

fdm/sam/

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