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Martedì 12 marzo 2013 - 20:13

Quirinale: il comunicato dopo incontro Napolitano-Csm

(ASCA) – Roma, 12 mar – Il Presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, al termine dell’annunciato incontro conil Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore dellaMagistratura, ”che ha consentito un ampio scambio divedute”, ha rilasciato la seguente dichiarazione: ”Ho,negli anni del mio mandato, considerato e affrontato comeproblema essenziale quello del ristabilimento di un climacorretto e costruttivo nei rapporti tra giustizia epolitica.

A piu’ riprese, anche e in particolare dinanzi al CSM, hosottolineato come i protagonisti e le istanze rappresentativedella politica e della giustizia ‘non possano percepirsi edesprimersi come mondi ostili, guidati dal sospetto reciproco,anziche’ uniti in una comune responsabilita’ istituzionale’.

E ho indicato nel ‘piu’ severo controllo di legalita’ unimperativo assoluto per la salute della Repubblica’ da cuinessuno puo’ considerarsi esonerato in virtu’dell’investitura popolare ricevuta. Con eguale fermezza hosollecitato il rispetto di rigorose norme di comportamento daparte di ‘quanti sono chiamati a indagare e giudicare’,guardandosi dall’attribuirsi missioni improprie e osservandoscrupolosamente i principi del ‘giusto processo’ sanciti findal 1999 nell’art. 111 della Costituzione con particolareattenzione per le garanzie da riconoscere alla difesa.

In vari momenti, anche relativamente recenti, ho potutoconstatare il manifestarsi di tensioni meno acute e dioccasioni di collaborazione tra le diverse forze politiche,in materia di giustizia, e piu’ pacati rapporti con lamagistratura requirente e giudicante. Ma troppe divergenze evere e proprie contrapposizioni hanno finito per prevalere,bloccando in effetti la possibilita’ di talune, crucialiriforme nell’amministrazione della giustizia e nel corpodelle norme che la regolano.

E in questo momento si registra purtroppo un’allarmante nuovaspirale di polemiche tra voci che si levano dall’uno edall’altro campo.

Altamente apprezzabile e’ stata l’iniziativa adottata dalComitato di Presidenza del CSM con la dichiarazione del 4febbraio scorso, per auspicare ‘sia lo svolgimento dellaconsultazione elettorale in corso sia la celebrazione deiprocessi in condizioni di maggiore serenita”, evitando neilimiti del possibile ”interferenze tra vicende processuali evicende politiche”. Quell’auspicio venne largamente accolto,ma non posso oggi che rinnovarlo con la massima convinzione.

In effetti alle elezioni del 24 febbraio, e anche per effettodella situazione che ne e’ scaturita, ma soprattutto perl’estrema importanza e delicatezza degli adempimentiistituzionali che stanno venendo a scadenza, occorre evitaretensioni destabilizzanti per il nostro sistema democratico. Quegli adempimenti chiamano in causa ed esigono il contributodi tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, e inparticolar modo di quelle che hanno ottenuto i maggioriconsensi. E’ comprensibile la preoccupazione delloschieramento che e’ risultato secondo, a breve distanza dalprimo, nelle elezioni del 24 febbraio, di veder garantito cheil suo leader possa partecipare adeguatamente alla complessafase politico-istituzionale gia’ in pieno svolgimento, che siproiettera’ fino alla seconda meta’ del prossimo mese diaprile. Non e’ da prendersi nemmeno in considerazionel’aberrante ipotesi di manovre tendenti a mettere fuorigiuoco – ‘per via giudiziaria’ come con inammissibilesospetto si tende ad affermare – uno dei protagonisti delconfronto democratico e parlamentare nazionale.

Rivolgo percio’ con grande forza un appello al rispettoeffettivo del ruolo e della dignita’ tanto della magistraturaquanto delle istituzioni politiche e delle forze che lerappresentano. Un appello, che volentieri raccolgo dalleparole oggi pronunciate da autorevoli giuristi, affinche’ inoccasione dei processi si manifesti da ogni parte ‘freddezzaed equilibrio’ e affinche’ da tutte le parti in conflitto -in particolare quelle politiche, titolari di grandiresponsabilita’ nell’ordinamento democratico – si osserviquel senso del limite e della misura, il cui venir menoesporrebbe la Repubblica a gravi incognite e rischi”.

com-ceg/sam/rl

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