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Martedì 12 marzo 2013 - 15:57

Lombardia: nuovo scandalo sanita’, prima grana per Maroni

(ASCA) – Milano, 12 mar – Roberto Maroni non si e’ ancora insediato alla presidenza della Regione Lombardia e il neo governatore e’ gia’ costretto a fare i conti con il nuovo scandalo che ha investito la sanita’ lombarda. Il bilancio definitivo del blitz della Dia, scattato alle prime ore dell’alba con una cinquantina di perquisizioni eseguite non solo in Lombardia ma anche in Svizzera, e’ di 7 arrestati e altri 13 indagati. Tutti accusati di corruzione per un giro di mazzette servite, secondo l’ipotesi accusatoria, a pilotare una serie di appalti per la fornitura di apparecchiature mediche alle aziende ospedaliere lombarde. L’inchiesta coinvolge diversi colletti bianchi della sanita’ lombarda: tra gli altri, le manette sono scattate ai polsi del direttore amministrativo dell’ospedale di Chiari (BS) e del direttore generale dell’ospedale di Sondrio. Arrestati anche l’ex consigliere regionale Massimo Guarischi e un personaggio vicino agli ambienti leghisti come il giornalista varesino Leonardo Boriano, ex direttore del ‘La Padania’, indicato dagli inquirenti come intermediario tra imprenditori e manager dei diversi ospedali. ”Non ho commenti da fare, ma mi sorprende molto questa cosa”, e’ il primo commento a caldo di Maroni, pronto ad assicurare il proprio impegno, in veste di prossimo presidente della giunta regionale, per ”far luce su questa vicenda” e soprattutto per ”una gestione della sanita’ limpida e trasparente oltre che efficiente”. Nessun commento nel merito dal presidente uscente, Roberto Formigoni, che preferisce sorvolare: ”Non ho notizie – si limita a dire – ho letto cio’ che e’ stato scritto dalle agenzie”. Il nuovo scandalo sulla sanita’ lombarda apre interrogativi piu’ politici che giudiziari. Soprattutto perche’ piomba nel bel mezzo di una fase di transizione particolarmente delicata per i futuri assetti di potere regionali. Maroni, che non si e’ ancora insediato ufficialmente al Pirellone, sta lavorando in questi giorni alla composizione della giunta. Il faccia a faccia decisivo con Silvio Berlusconi e’ previsto nei prossimo giorni, non appena l’ex premier sara’ dimesso dal ricovero del San Raffaele. Resta da vedere se e quanto questa vicenda impattera’ sulle trattative in corso per la formazione della nuova squadra di governo. Il Pdl, forte dei numeri conquistati in Lombardia alle elezioni regionali del 24 e 25 febbraio, ha gia’ prenotato per se’ l’assessorato alla sanita’ che con ogni probabilita’ andra’ all’attuale coordinatore regioanale Mario Mantovani, ‘incoronato’ settimana scorsa durante il vertice di Villa Gernetto tra Silvio Berlusconi e gli eletti lombardi del Pdl. Il rischio, a questo punto, e’ di dar vita a un braccio di ferro con il neo-governatore, che sulla giunta intende avere l’ultima parola al punto da aver gia’ promesso che nella sua squadra di governo non ci saranno assessori finiti sotto indagine. Quando, pero’, questa mattina gli e’ stato chiesto se sia sua intenzione confermare questo impegno, il neo governatore ha replicato con un ”va bene, va bene”, mostrandosi visibilmente infastidito. Nel frattempo dalle forze di opposizione si infiamma una polemica capace di superare i confini regionali e investire i palazzi romani. Ignazio Marino, senatore del Pd da sempre esperto di sanita’, chiede ”chiarezza subito” preannunciando che nel primo giorno di legislatura ”presentero’ un ddl per una commissione bicamerale che possa terminare anche il lavoro sulla corruzione in sanita’ gia’ avviato”. Dello stesso avviso Gian Antonio Girelli, consigliere regionale nonche’ responsabile sanita’ del Pd lombardo, che parla di ”scorretta e dubbia gestione” e chiede a Maroni di riferire al consiglio regionale sia dal primo giorno del suo insediamento ”sulla reale situazione della Sanita’ lombarda e sulle proposte che intende avanzare per garantire legalita’ e correttezza nella gestione”. fcz/mau

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