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Venerdì 8 marzo 2013 - 15:44

P.A.: Cdm approva Codice comportamento, stop a regali sopra 150 euro

(ASCA) – Roma, 8 mar – I dipendenti pubblici non potrannochiedere e accettare regali o compensi di valore superiore ai150 euro, dovranno limitare a ragioni di ufficio l’uso ditelefoni e di altro materiale assegnatogli dalla P.A. eavranno l’obbligo di astenersi dal svolgere attivita’ chepossano entrare in conflitto di interesse con le loromansioni. Lo ha stabilito oggi il Consiglio dei ministri,approvando un regolamento contenente il Codice dicomportamento dei dipendenti pubblici in attuazione dellalegge anti-corruzione del 2012 e in linea con leraccomandazioni Ocse in materia di integrita’ ed eticapubblica.

Il provvedimento, si legge nella nota conclusiva del Cdm,”proposto e approvato del ministro della Pubblicaamministrazione e semplificazione”, ”indica i doveri dicomportamento dei dipendenti delle P.A. e prevede che la loroviolazione e’ fonte di responsabilita’ disciplinare”.

Il codice prevede che ”i dipendenti pubblici non potrannochiedere e accettare regali, compensi o altre utilita’,nonche’ il divieto di accettare regali, compensi o altreutilita’, salvo quelli d’uso di modico valore (non superiorea 150 euro) – anche sotto forma di sconto. I regali e lealtre utilita’ comunque ricevuti – si legge ancora – sonoimmediatamente messi a disposizione dell’Amministrazione peressere devoluti a fini istituzionali.

Inoltre, il decreto indica l’obbligatorieta’ della”comunicazione del dipendente della propria adesione oappartenenza ad associazioni e organizzazioni (esclusipartici politici e sindacati) i cui ambiti di interessepossano interferire con lo svolgimento delle attivita’dell’ufficio; la comunicazione, all’atto dell’assegnazioneall’ufficio, dei rapporti diretti o indiretti dicollaborazione avuti con soggetti privati nei 3 anniprecedenti e in qualunque modo retribuiti, oltre all’obbligodi precisare se questi rapporti sussistono ancora (osussistano con il coniuge, il convivente, i parenti e gliaffini entro il secondo grado)”.

”L’obbligo per il dipendente – prosegue la nota – diastenersi dal prendere decisioni o svolgere attivita’inerenti le sue mansioni in situazioni di conflitto diinteressi anche non patrimoniali, derivanti dall’assecondarepressioni politiche, sindacali o dei superiori gerarchici; latracciabilita’ e la trasparenza dei processi decisionaliadottati (che dovra’ essere garantita attraverso un adeguatosupporto documentale); il rispetto dei vincoli postidall’amministrazione nell’utilizzo del materiale o delleattrezzature assegnate ai dipendenti per ragioni di ufficio,anche con riferimento all’utilizzo delle linee telematiche etelefoniche dell’ufficio”.

Infine sono dettati ”gli obblighi di comportamento inservizio nei rapporti e all’interno dell’organizzazioneamministrativa; per i dirigenti, l’obbligo di comunicareall’amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altriinteressi finanziari che possono porli in conflittod’interesse con le funzioni che svolgono; l’obbligo difornire le informazioni sulla propria situazione patrimonialepreviste dalla legge; il dovere, nei limiti delle loropossibilita’, di evitare che si diffondano notizie non veresull’organizzazione, sull’attivita’ e sugli altridipendenti”.

Dal decreto e’ anche ”assicurato il meccanismosanzionatorio per la violazione dei doveri dicomportamento”. rba/rus

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