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Mercoledì 6 marzo 2013 - 18:46

Pakistan: presentate da ‘Avvenire’ 31.000 firme per liberare Asia Bibi

(ASCA) – Roma, 6 mar – ”Trentunomila firme per chiedere laliberazione di Asia Bibi, la donna cattolica pachistanaarrestata con l’accusa di avere infranto la legge sullablasfemia. La petizione, promossa dal quotidiano”Avvenire”, ha vissuto oggi il suo momento piu’ importantecon la consegna all’ambasciatrice del Pakistan, da parte deldirettore Marco Tarquinio, degli scatoloni contenenti lefirme inviate dai lettori.

A sottoscrivere l’iniziativa, ha ricordato Tarquinio, e’stata ”tanta gente comune, cattolici e non credenti, maanche i vertici istituzionali italiani: il premier MarioMonti e i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini eRenato Schifani”. A ricevere le firme e’ statal’ambasciatrice della repubblica islamica del Pakistan inItalia, signora Tehmina Janjua. Erano presenti anche l’on.

Luisa Capitanio Santolini, presidente dell’Associazioneparlamentare amici del Pakistan, e il direttore di Tg2000Stefano De Martis: l’emittente cattolica gia’ nel 2010 avevalanciato una campagna di sensibilizzazione.

”Il processo e’ in corso e non posso interferire – hadetto l’ambasciatrice Tehnina Janjua -, ma posso assicurarviche queste firme saranno inviate alle autorita’ del mio Paesee che trasmetteremo le preoccupazioni del popolo italiano perAsia Bibi”. L’ambasciatrice ha detto che ”esistono molteincomprensioni sul Pakistan”, un Paese ”molto piu’multiforme di quanto appaia sui mass media. Qualcuno ciconfonde con Paesi nei quali non e’ nemmeno consentita lacostruzione di chiese. Stiamo vivendo un periodo difficile,il terrorismo ha provocato finora 40mila vittime tra i civilie 7mila tra gli uomini della sicurezza”. Ma la Costituzionepachistana ”afferma che tutti i cittadino sono uguali.

Quello di cui c’e’ bisogno e’ che le leggi non vengano maleinterpretate o trasformate in strumento di abuso”. All’on. Luisa Capitanio Santolini, che ha ricordato come il caso di Asia Bibi abbia suscitato preoccupazione non solo in Italia ma in molti Paesi europei e negli Usa, ”danneggiando l’immagine del Pakistan e oscurandone i lati positivi”, Tehnina Janjua ha risposto che ”la maggior parte delle denunce di blasfemia viene presentata da musulmani contro musulmani: sono pochissimi i casi come quello di Asia Bibi. Alla base del problema non c’e’ la discriminazione religiosa, ma la poverta’: spesso le denunce sono l’esito di dispute su terreni e proprieta”’.”com/sat

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