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Martedì 5 marzo 2013 - 11:49

Consiglio Stato: Giovannini, riformare disciplina magistrati in politica (1 Upd)

(ASCA) – Roma, 5 mar – Sui magistrati in politica distaccati ad incarichi amministrativi presso pubbliche amministrazioni ”si impone una nuova e piu’ rigorosa disciplina, tale da garantire al massimo grado l’esercizio imparziale delle funzioni istituzionali dei magistrati”. Lo afferma il presidente del Consiglio di Stato, Giorgio Giovannini, nel corso della cerimonia del suo insediamento alla guida di Palazzo Spada e di inaugurazione dell’anno giudiziario 2013. Giovannini chiarisce che comunque per ”preservare la dignita’ e l’autorevolezza della funzione” i magistrati debbono essere ”fedeli alla Costituzione, devono applicare la legge. Il programma di lavoro di un magistrato ed anche di chi ricopre il vertice della magistratura e’ gia’ completamente definito dalla Costituzione e dalle leggi”. Per Giovannini occorre ribadire questi principi, ”semplici e forti, a maggior ragione in un momento storico in cui – attraverso campagne di opinione non sempre disinteressate – si dubita quasi della necessita’ della funzione giurisdizionale, si e’ spesso guardati con sospetto”. Addirittura la giustizia amministrativa e il Consiglio di Stato in particolare, sottolinea Giovannini, ”sono stati, anche negli ultimi tempi, rappresentati quasi come un intralcio, un appesantimento burocratico, un ostacolo alla crescita del paese; come titolari di privilegi ingiustificati”. A tutto questo, non ha dubbi il presidente del Consiglio di Stato, ”occorre rispondere attraverso un quotidiano esercizio di serieta’, efficienza, qualita’ del servizio reso ai cittadini”. I giudici amministrativi, spiega Giovannini, ”stanno perseguendo l’obiettivo di garantire al massimo grado la pienezza e l’effettivita’ della tutela giurisdizionale”. Tali obiettivi impongono, per l’alto magistrato, che ”l’attivita’ dei giudici sia legata ai valori della tempestivita’ e della qualita”’. Circa la tempestivita’, ricorda Giovannini, i tribunali regionali ed il Consiglio di Stato hanno compiuto nell’ultimo decennio ”notevoli passi in avanti, abbattendo di quasi il 60% l’arretrato esistente all’inizio del nuovo secolo”. Quanto poi alla qualita’ dell’attivita’ giurisdizionale essa, dice Giovannini, ”e’ in primo luogo garantita dalla selettivita’ dei procedimenti previsti per la nomina a magistrato amministrativo”. La qualita’ dell’attivita’ giurisdizionale, precisa il presidente del Consiglio di Stato, ”e’ altresi’ legata all’indipendenza dei giudici, talora messa in discussione, anche a livello di opinione pubblica, dallo svolgimento da parte di loro di attivita’ politica o di incarichi amministrativi presso pubbliche amministrazioni. In materia – sono ancora parole del presidente – si impone una nuova piu’ rigorosa disciplina, tale da garantire al massimo grado l’esercizio imparziale delle funzioni istuzionali dei magistrati”. Giovannini ricorda che la Costuzione individua nel consiglio di Stato ”l’organo di tutela della giustizia nell’amministrazione. Che il giudice amministrativo e’ lo strumento per ottenere e preservare una amministrazione imparziale, trasparente, lontana da ogni sospetto di corruzione, o anche solo di prepotenza; che il rispetto delle leggi e’ un valore che, oltre i cittadini, le stesse forze produttive richiedono come condizione per lo sviluppo del paese. Allo stesso tempo – conclude – occorre difendere l’interesse pubblico del quale l’Amministrazione e’ portatrice, dalla prevaricazione di poteri privati piu’ forti, ricordando che la tutela dell’interesse pubblico e’ innanzitutto tutela dei cittadini piu’ deboli e meno provveduti”. fdv/sam/rl

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