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Lunedì 4 marzo 2013 - 08:32

Governo: Bersani, ”Tocca a noi dire la prima parola”. Gli eletti M5S a Roma

(ASCA) – Roma, 4 mar – Pier Luigi Bersani e’ tornato a spiegare ieri sera, nel corso della trasmissione televisiva ”Che tempo che fa”, la sua posizione: ”Tocca a noi dire la prima parola su quello che bisogna fare. Abbiamo perso per un risultato al di sotto delle aspettative, ma dentro questa sconfitta abbiamo 460 parlamentari, il doppio di quelli del Pdl. Rabbia e il disagio sociale hanno messo anche noi nel mucchio. Pure l’appoggio al governo Monti ha comportato dei problemi”. Il segretario del Pd si dice pronto a ricevere un eventuale mandato a formare il governo da parte del capo dello Stato: ”Il presidente della Repubblica ha tutto il nostro rispetto. Ha detto che le forze politiche riflettano, e adesso riflettono a voce alta come sto facendo io. Il paese resta in una situazione drammatica e ognuno si deve prendere le sue responsabilita’, prima di tutto noi”. Bersani conferma la mano tesa al M5S: ”Il paese resta in una situazione drammatica. Ognuno deve prendersi le sue responsabilita’ e capire che cio’ significa voler cambiare. Non ho intenzione di scambiare sedie e fare patti. Grillo e’ voluto venire in Parlamento e adesso deve dire quello che vuole fare. Nel M5 ci sono cose di sinistra e cose che non lo sono affatto. Grillo non vuole che un figlio di immigrati nato qui sia italiano e mi sembra molto tiepido sull’evasione fiscale. Questo non e’ di sinistra. Chi vuole stare fuori dall’euro non sa cosa dice”. Per il leader del Pd, nel M5S ”c’e’ un pezzo d’Italia, ci sono proteste generiche, insofferenze, ma c’e’ anche la volonta’ di dare un segnale”. Il leader del Pd chiude invece la porta al Pdl: ”Sul piano politico immaginare che io possa fare qualche accordo con quelli che hanno sempre impedito il cambiamento e’ un’ipotesi dell’irrealta’. In Parlamento c’e’ stata una maggioranza che ha certificato che quella ragazza era nipote di Mubarak, noi non abbiamo mai avuto la possibilita’ di cambiare alcunche”’. Altra stoccata polemica: ”E’ in corso un’indagine che sta verificando se sia vero o no che sono stati comprati parlamentari per ribaltare le elezioni. Non sono mica noccioline, stiamo parlando di cose che, se verificate, sono di una gravita’ cosmica” (il riferimento e’ all’inchiesta della magistratura sul senatore Sergio De Gregorio, ex Idv prima di passare al Pdl). Quanto al programma di un suo eventuale governo, Bersani parla di pochi punti: legge contro la corruzione, legge contro il conflitto di interessi, riduzione dei costi della politica, interventi a favore della green economy e provvedimenti ad hoc per rimettere in moto l’ economia, dubbi sull’idea di abolire del tutto il finanziamento pubblico ai partiti. Precisa il segretario del Pd: ”Mi rivolgerei a un Parlamento rinnovato. Da che parte verra’ il sostegno? Da chi vuole cambiare qualcosa. Ho in testa un governo largamente rinnovato, con la presenza di giovani, donne e anche presenze esterne dai partiti, assolutamente competenti”. Bersani, sicuro di avere il sostegno alla sua linea nella riunione di Direzione del Pd fissata per dopodomani, chiude parlando del suo sfidante alle primarie indicato da molti osservatori come il proprio successore: ”Decidera’ Renzi che ruolo avra’ quando vorra’ ma sicuramente un ruolo lo avra”’. Il segretario sottolinea infine che occorre fare presto a formare un governo. A questo proposito, da ieri alcune indiscrezioni sostengono che la prima riunione delle nuove Camere potrebbe svolgersi martedi’ 12 marzo e non piu’ venerdi’ 15 in modo che le consultazioni del Capo dello Stato possano iniziare prima del previsto. Intanto sono arrivati a Roma i parlamentari del M5S che ieri si sono riuniti presso l’Hotel Saint John, poco distante da piazza San Giovanni. Porte chiuse ai cronisti, nell’incontro si e’ discusso soprattutto di problemi organizzativi. Per oggi e’ atteso l’arrivo di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Grillo ha nel frattempo scritto sul suo blog una nota dal titolo: ”Circonvenzione di elettore”: ”L’articolo 67 della Costituzione recita: ‘Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’. Questo consente la liberta’ piu’ assoluta ai parlamentari che non sono vincolati ne’ verso il partito in cui si sono candidati, ne’ verso il programma elettorale, ne’ verso gli elettori”. Continua il leader del M5S: ”E’ ritenuto del tutto legittimo il cambio in corsa di idee, opinioni, partiti. Si puo’ passare dalla destra alla sinistra, dal centro al gruppo misto, si puo’ votare una legge contraria al programma. Insomma, dopo il voto il cittadino puo’ essere gabbato a termini di Costituzione”. Conclusione: ”Viene concesso al parlamentare liberta’ preventiva di menzogna: puo’ mentire al suo elettore, al suo datore di lavoro, senza alcuna conseguenza invece di essere perseguito penalmente e cacciato a calci dalla Camera e dal Senato”. Grillo non dice come intende risolvere questo problema per quanto riguarda gli eletti del M5S. gar/sam/

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