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Sabato 2 marzo 2013 - 12:57

Rue wiertz: Pittella, elezioni spartiacque non solo per Italia

(ASCA) – Roma, 2 mar – Il voto di domenica e lunedi’ scorsorappresenta una spartiacque importante per la politica nonsolo italiana ma anche europea. Per la prima volta nellastoria italiana, l’Europa, da punto di convergenza tra tuttele forze politiche e sociali, diventa un oggetto di contesache divide l’opinione pubblica italiana. Di fronte a questodato, e’ giusto che tutti noi, responsabili politici ecittadini, ci interroghiamo con serieta’ e gravita’ suiprocessi in atto e sulle risposte da dare alle domandeposte.

La prima risposta che l’Europa deve dare agli elettoriitaliani riguarda la politica economica. Le opinionipubbliche sono stanche dell’austerita’ e di una politicaunilaterale di restrizione di bilancio. La ricettadell’austerita’ sta producendo effetti perversi”. Lo diceGianni Pittella, Vicepresidente vicario del ParlamentoEuropeo.

I dati pubblicati ieri dall’Istat mostrano una situazionedrammatica. I consumi sono crollati nel 2012, gliinvestimenti fissi, autentico motore per far ripartire lacrescita, si riducono in maniera calamitosa. I dati sulladisoccupazione si apprestano a superare qualsiasi record.

Inoltre, nonostante le misure draconiane, il rapportodeficit-Pil per il 2012 e’ peggiore del previsto, e il debitoraggiunge il suo record storico. La Germania deve comprendereche questa situazione e’ divenuta insostenibile non solo daun punto di vista sociale ma anche politico. Gli sconfitti diquesti ultimi anni, in particolar modo le nuove generazioni,non accetteranno passivamente quello che in Spagna chiamanol’ ”austericidio”. Non si puo’ pensare che il sacrificio diuna generazione intera non avra’ conseguenze sulla stabilita’delle democrazie d’ Europa meridionale. L’austerita’ e ildisagio sociale stanno infatti alimentando un’alienazioneverso i sistemi democratici che e’ ambivalente. Da un lato,essa assume la forma di una domanda di cambiamento erinnovamento nel senso di una maggiore partecipazione etrasparenza dei processi democratici, dall’altro prendecaratteri apertamente eversivi come dimostra l’avanzatadell’estrema destra neonazista in Grecia. E’ quindi chiaroche non siamo semplicemente di fronte ad un rischio dispaccatura tra un Nord rigorista e un Sud Europa che richiedecon urgenza un sostegno economico. No, la posta in gioco e’ancora piu’ importante e riguarda l’avvenire delle nostredemocrazie. Prima che sia troppo tardi, Angela Merkel deverendersi conto della gravita’ della situazione. L’austerita’non puo’ essere imposta ai popoli perche’ prima o poi siribelleranno. La sconfitta di Monti puo’ essere interpretataproprio in questi termini: ”Mario Monti era il pro-consoleistallato dalla Germania per applicare l’austerita’ dibilancio su una economia gia’ sofferente”: questaaffermazione non proviene da un estremista ma dal Nobel PaulKrugman. Tuttavia, in questo quadro, emarginare la Germanianon serve a nulla. Berlino non e’ il nostro avversario.

L’allentamento dell’austerita’ puo’ esser solo il frutto diun confronto duro ma leale con la Germania. Berlino vainoltre messa alla prova sul terreno della costruzione dell’Europa politica sul quale il governo Merkel ha mostratosegni di apertura anche coraggiosi. Per sfidare la Germaniasul terreno politico e su quello economico serviva e servira’un governo forte. L’instabilita’ come le grandi coalizioniraffazzonate e senza idee sarebbero contro-producenti. Laforza del nuovo governo non sara’ quindi misuratasemplicemente dai numeri in Parlamento ma risiedera’piuttosto nella chiarezza di propositi e nella determinazionecon cui mettera’ al centro del suo programma un cambio didirezione europea rispetto all’austerita’.

per/res

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