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Venerdì 1 marzo 2013 - 19:17

Governo: M5S, no fiducia a Pd adescatore. Lunedi’ Grillo riunisce neoeletti

(ASCA) – Roma, 1 mar – Conto alla rovescia per la prima adunata generale dei 163 parlamentari del Movimento 5 Stelle. Preallertati per domenica, giorno in cui in molti di loro sono attesi a Roma, il primo incontro dal vivo ‘fuori dalla rete’ dovrebbe avvenire lunedi’. Mentre i neo senatori e deputati M5S si apprestano presumibilmente a vivere il loro primo week-end lungo capitolino, sempre che non si scelga a sopresa una diversa location per dribblare i cronisti, il ‘guru’ del Movimento, Gianroberto Casaleggio, in un’intervista al quotidiano britannico ‘The Guardian’, detta la linea, ribadendo che M5S non aiutera’ la formazione di altrui esecutivi. Anzi, punta un giorno a governare l’Italia. Linea che sara’ indicata a chiare lettere proprio durante il primo incontro generale, per sfatare magari il pericolo di cambi di casacca o la tentazione di sostenere un esecutivo a guida Pd in nome della governabilita’. Intanto, a chiudere ancora una volta la porta ai Democratici, almeno per il momento, e’ lo stesso Grillo, che dal suo blog denuncia come ”in questi giorni” ci sia ”in atto il mercato delle vacche”, dal momento che ”al M5S arrivano continue offerte di presidenze della Camera, di commissioni, persino di ministri. I vertici del Pd si stanno comportando come dei volgari adescatori”. Nei prossimi giorni sono previsti non solo incontri organizzativi e riunioni per conoscersi: allo studio – e’ proprio il caso di dirlo – vere e proprie lezioni di diritto costituzionale. Negli ultimi giorni sono circolate indiscrezioni secondo le quali erano stati organizzati corsi per ben 60 ore presso l’Universita’ Luiss. Indiscrezioni pero’ smentite dal direttore generale dell’Universita’, Pier Luigi Celli, che in un’intervista a Skytg24 spiega che e’ una notizia che anche loro hanno letto sui giornali. ”Ci ha molto incuriosito perche’ nella realta’ a noi non risulta nulla. Che mi risulti non c’e’ mai stato alcun contatto ne’ con Grillo ne’ con Casaleggio, se ci venisse chiesto di organizzare questi corsi decidera’ il senato accademico”. Celli dice comunque che l’universita’ sarebbe disponibile ad ospitare i parlamentari ‘grillini’ perche’ ”per noi non e’ un controsenso formare persone che prima si sono candidate e poi studiano per fare quello per cui si sono candidate, perche’ non sarebbero attivita’ universitarie, ma attinenti alla business school che riguarda le esigenze di imprese, associazioni e istituzioni”. Corsi universitari o no – ancora i ‘grillini’ conservano il massimo riserbo sui loro appuntamenti – quel che e’ certo, secondo quanto raccontano alcuni neo eletti, e’ che i deputati e i senatori arriveranno a Roma muniti di manuale dei regolamenti parlamentari, forse scaricati da Internet, e da lunedi’ sara’ spiegato loro come muoversi nei Palazzi. Oltre a studiare i regolamenti di Camera e Senato, i ‘grillini’ dovranno tenere bene a mente il loro ‘Codice di comportamento’ in 18 punti. Tra questi il divieto assoluto di partecipare ai talk-show televisivi. La comunicazione delle decisioni prese in Aula viene affidata al canale Youtube del M5S. Chi viene condannato, anche solo in primo grado, e’ obbligato a dimettersi, in caso di rinvio a giudizio invece puo’ decidere. L’indennita’ percepita dovra’ essere di 5 mila euro lordi, il residuo dovra’ essere restituito allo Stato insieme all’assegno di fine mandato. Le proposte di legge originate dal portale del M5S dovranno essere portate in Aula se votate almeno dal 20% dei partecipanti. Le espulsioni dovranno essere ratificate da una votazione online. Quanto ai singoli voti sui provvedimenti, e’ sempre Casaleggio a dire cosa si fara’: ”Se un governo sara’ messo insieme, formato da altri partiti, il Movimento 5 Stelle votera’ per tutto cio’ che formi parte integrale del suo programma”. Mai pero’ un esecutivo con il Pd. Il co-fondatore M5S riferisce non a caso che non c’e’ stata alcuna riunione con Romano Prodi, facendo riferimento al punto del codice di comportamento che prevede che i deputati e i senatori ”non devono unirsi ad altri partiti o coalizioni, tranne che per voti su singoli punti”. Infine, sull’ipotesi che circola di una eventuale ‘prorogatio’ del governo tecnico, Casaleggio sottolinea: ”Il governo Monti ha avuto una maggioranza che gli ha permesso di far passare molte leggi e molti decreti legge”. ceg/vlm

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