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Sabato 23 febbraio 2013 - 16:24

Elezioni: Fare, giu’ debito, spesa pubblica e tasse per rilancio Paese

(ASCA) – Roma, 23 feb – I ”10 interventi per la crescita”della Lista Fare per fermare il declino, che candida apremier Oscar Giannino, puntano sulla riduzione del debito edella spesa pubblica, insieme al taglio della pressionefiscale, per liberare le risorse necessarie a rilanciarel’economia del Paese.

Il primo passo su questa strada che, promette il logo delmovimento, portera’ a ”Tutta un’altra storia”, e’ quellodella riduzione del debito pubblico sotto la soglia,simbolica ma non solo, del 100% del Pil. Come? Cominciandocon la vendita del patrimonio pubblico: da quello immobiliare(esclusi i beni vincolati) a quello imprenditoriale, in totoo per quote. Venduta parte dei gioielli di famigliabisognera’ quindi metter mano alla gestione corrente, con untaglio ”di almeno 6 punti percentuali del Pil” in 5 anni.

In questo capitolo la parte del leone la fara’ la spendingreview sui costi della politica. Per liberare risorse per la crescita e’ quindiindispensabile ridurre la pressione fiscale complessiva di”almeno 5 punti in 5 anni, dando la priorita’ alla riduzionedelle imposte sul reddito da lavoro e d’impresa”. Lasemplificazione del sistema tributario e’ l’altro passo, conun riordino delle deduzioni e detrazioni e l’eliminazione dialiquote speciali, come la Robin Hood tax; eliminazione delredditometro.

Per l’Imu, l’imposta deve diventare il pilastro dellafiscalita’ locale: il suo gettito deve rimanere interamenteagli enti locali. Serve pero’ un ridimensionamentodell’aliquota per i beni strumentali delle imprese eriformare la tassazione sui terreni agricoli. Inoltre, maipiu’ condoni.

Sul fronte del rilancio serve un intenso programma diliberalizzazioni e contemporaneamente bisogna adottare”immediatamente” una legge sul conflitto di interessi.

Sul versante welfare, Fare propone il sostegno dei livellidi reddito di chi perde momentaneamente il lavoro anziche’tutelare il posto di lavoro esistente o le impreseinefficienti, sposando apertamente molte delle proposte diPietro Ichino. Occorre poi una riforma del sistemapensionistico con una crescita della spesa dell’1,9% rispettoa quella media del 2,6% prevista dal governo. Sul frontelavoro forte attenzione alle donne e ai giovani.

Sulla scuola serve un impegno di investimento a cui vaanteposta una razionalizzazione che punta sulla concorrenzatra le strutture scolastiche e alla selezione meritocraticadi docenti e studenti. Abolire il valore legale del titolo distudio.

Il capitolo giustizia deve guardare al recupero della suafunzionalita’, facendo diga nei confronti delle causepretestuose, principale causa di inefficenza del sistema. Poiriformare il codice di procedura, e la carriera deimagistrati, con netta distinzione dei percorsi e avanzamentobasato sulle performances, non piu’ sull’anzianita’.

Per quanto concerne le riforme istituzionali, Fare punta auna riforma della legge elettorale in senso maggioritario adoppio turno; punta a un rafforzamento del governo sulmodello del cancellierato tedesco, dove il capodell’esecutivo e’ indicato dal Capo dello Stato ma eletto dalParlamento con la conseguenza che un’eventuale sfiduciaparlamentare debba recare con se’ anche’ l’indicazione delnuovo capo del governo che ha facolta’ di proporre alpresidente dell Rapubblica la nomina e la revoca deiministri. Infine, riduzione del quorum per i referendumabrogativi dal 50% al 25%+1, legge per la trasparenzadell’attivita’ di lobbying.

njb/vlm

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