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Giovedì 21 febbraio 2013 - 08:31

Elezioni: l’influenza del voto estero, in arrivo polemiche e scontri

(ASCA) – Roma, 21 feb – Elezioni politiche del 2013 comequelle del 2006, con l’esito finale legato anche al votodegli italiani all’estero? Un serbatoio, quello dei nostriconcittadini residenti oltreconfine, pari a quasi 3 milioni e600 mila voti potenziali e in grado di determinare – purconsiderando una affluenza solitamente intorno al 40% – lavittoria di uno schieramento, il raggiungimento dellamaggioranza al Senato, le alleanze pro-governo. Il tema delvoto all’estero venne rivisto nel 2001, con l’approvazionedella cosiddetta legge Tremaglia (dal nome del suoappassionato proponente, storico esponente del MovimentoSociale prima e di Alleanza Nazionale poi) che stabiliva lenuove regole: territorio elettorale suddiviso in quattroripartizioni (Europa, con Federazione Russa e Turchia;America meridionale; America settentrionale e centrale;Africa, Asia, Oceania e Antartide) dalle quali risulterannoeletti complessivamente sei senatori e dodici deputati.

La prima applicazione ad una consultazione politicanazionale della nuova legge (il voto e’ previsto anche per ilreferendum) si ebbe nel 2006, con le elezioni che videro lavittoria dell’Unione di Romano Prodi. Una vittoria delcentrosinistra sul filo di lana, con la Casa delle Liberta’di Silvio Berlusconi data per spacciata ma in grado direcuperare, nei mesi precedenti le elezioni, punti su punti.

Fu comunque sconfitta per il centrodestra, ma il divario frai due schieramenti risulto’ talmente minimo (24 mila voti discarto alla Camera e 500 mila al Senato) da non permettereuna solida maggioranza a Palazzo Madama. Una maggioranzacosi’ risicata (Prodi la defini’ ”sexy”) che non permise algoverno di andare avanti ed obbligo’ il Presidente dellaRepubblica Napolitano a sciogliere nei primi mesi del 2008 leCamere con conseguenti elezioni anticipate.

La pur fragile maggioranza al Senato Prodi la ottennegrazie all’elezione di quattro senatori della circoscrizioneestero. Nelle previsioni l’arrivo della nuova legge sul votoavrebbe dovuto favorire e compattare il centrodestra, fortetra l’altro della popolarita’ acquisita oltreconfine dal’padre’ della norma Mirko Tremaglia. Fu invece tutto ilcontrario, con la Cdl fortemente divisa, quasi frantumata alsuo interno sul fronte estero. Un pasticcio che ebbe comerisultato la vittoria dell’Unione anche a Palazzo Madama.

Durante i 22 mesi di legislatura alcuni senatori dellacircoscrizione estero furono al centro di presuntetrattative, di tentativi di voto di scambio per togliere lafiducia al governo del Professore. In particolare salironoagli onori delle cronache i senatori Nino Randazzo e LuigiPallaro. Il primo, eletto con l’Unione, racconto’ alla stampache da Silvio Berlusconi gli venne offerta la rielezione e ilposto da viceministro in cambio di un voto contro Prodidurante il dibattito sulla Finanziaria. Ma Randazzorifiuto’.

Pallaro invece, eletto con Associazioni italiane in SudAmerica, fu al centro di un piccolo giallo. Dopo averannunciato il suo appoggio a Prodi, il centrodestra sostenneche Pallaro aveva cambiato idea e che non avrebbe piu’sostenuto il governo. Pallaro smenti’ la cosa e appoggio’Prodi in tutte le votazioni successive salvo non partecipareall’ultima, contribuendo di fatto alla cadutadell’esecutivo.

L’immagine dei nostri parlamentari esteri non ne usci’particolarmente bene, con molti commentatori e analisti checominciarono a chiedersi l’utilita’ di questo voto. Un votoaffidato, venne detto, ad italiani che con l’Italia non hannoquasi piu’ nulla a che fare. Con l’elezione – data lavastita’ delle ripartizioni – di candidati che i votanti nonconoscono affatto. Infine con un sistema di voto – quellodelle buste chiuse da far arrivare per posta ordinaria airispettivi consolati una settimana prima dello svolgimentodella consultazione e da qui farle partire per l’Italia – chenon sembra dare adeguata garanzia, sicurezza all’esercizio daparte dei cittadini di un diritto costituzionalmenteprevisto, con lo spettro dei brogli sempre presente.

Nel 2008 quindi elezioni anticipate, con ovviamente ancorauna volta l’incognita del voto estero. Lo sviluppo dellaconsultazione ebbe pero’ questa volta caratteristiche diversedal 2006. La vittoria del centrodestra sul Pd fu talmentenetta (la piu’ significativa della storia repubblicana) cherese il voto estero ininfluente. Nonostante cio’ lepolemiche, i dubbi sulla correttezza del voto ci furono lostesso. Addirittura venne diffuso un video (di dubbiaautenticita’) in cui si vedevano, sopra un tavolo all’internodi uno scantinato, centinaia di schede aperte con soprabarrato il simbolo del Pdl. Vero o falso il video dimostro’ancora una volta quanto fosse delicata e nello stesso tempodifficile da gestire la questione del voto all’estero. Anche questa legislatura ha comunque il suo caso di unsenatore eletto nella circoscrizione estero per il Pdl,Nicola Di Girolamo. Al senatore, su sollecitazione del primodei non eletti, venne contestata l’elezione in quanto sisosteneva non fosse residente all’estero, come invecerichiede la legge Tremaglia. Il Tribunale di Roma chiese gliarresti domiciliari per attentato ai diritti politici deicittadini, per falso ideologico commesso da pubblicoufficiale, per falsa attestazione o dichiarazione a unpubblico ufficiale sulla sua identita’ e altro. Di Girolamoaveva dichiarato di essere residente in Belgio. Il Senato nonconcesse l’autorizzazione all’arresto. In un secondo momentola Giunta per le elezioni di Palazzo Madama proseguel’attivita’ di verifica sulla decadenza del seggio. Dopo unaseconda richiesta di arresto nell’ambito di una inchiestasulla ‘ndrangheta, il primo marzo 2010 si Girolamo sidimise.

L’aula di Palazzo Madama accetto’ le dimissioni.

Il voto estero potrebbe tornare ad essere determinantesabato e domenica prossimi. Fino a qualche mese fa lavittoria del Pd e del centrosinistra nel suo insieme era dataper scontata. Ma con il ritorno prepotente sulla scena diSilvio Berlusconi e la metodica ‘salita’ in politica delpremier Mario Monti le cose sono cambiate. La vittoria allaCamera del Pd e degli alleati non sembra essere indiscussione mentre torna ad essere in dubbio (causa la leggeelettorale attuale, il Porcellum) la vittoria al Senato.

Certo gli italiani all’estero sono una minima parte deivotanti ma rischiano di essere anche questa voltadeterminanti. Al netto delle polemiche e delle accuse dibrogli che arriveranno sicuramente, al di la’ di cio’ cheaccadra’ effettivamente, soprattutto se il riusltatoelettorale verra’ deciso per pochi voti. Intanto all’estero hanno gia’ votato e le buste con leschede sono ‘in viaggio’ per l’Ufficio elettorale presso laCorte d’Appello di Roma, dove dovranno arrivare entro oggi. fdv

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